Truffe per ottenere finanziamenti, gli indagati si difendono: "Raggirati da quella donna"

I tre indagati, comparsi in tribunale per l'interrogatorio di garanzia, hanno spiegato di aver sospettato che qualcosa fosse illegale nelle loro pratiche, ma spiegando di essersi completamente affidate alla 71enne, originaria di Giffoni

Si sono difesi dalle accuse mosse dalla Procura, spiegando di essere stati in buona fede, ammettendo certamente gli addebiti, ma spiegando anche di essere raggirati da quella donna. Così le tre persone, residenti a Montoro, raggiunte giorni fa da un obbligo di dimora firmato dal gip del tribunale, con accuse che vanno dall'uso di documenti falsi, truffa e sostituzione di persona

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L'indagine

I tre erano assistiti dall'avvocato Marco Senatore. In almeno due occasioni, avrebbero ottenuto finanziamenti attraverso falsi documenti. Nell'indagine resta indagata anche una quarta persona, non raggiunta da misura cautelare, di 71 anni, considerata la "mente" di almeno due truffe consumate a danno di società finanziarie. Nei suoi riguardi, il gip ha disposto il sequestro preventivo di oltre 28.000 euro. L'indagine era partita dopo una serie di denunce presentate ai carabinieri di Mercatello, con le vittime a riferire di essere beneficiarie di apertura di conti correnti e finanziamenti a loro insaputa. I carabinieri della sezione p.g. hanno scoperto che gli indagati, scambiandosi telefoni, sim e documenti falsi, avrebbero in almeno due casi raggirato due finanziarie, ottenendo 28.000 e 5000 euro di finanziamento. Per altre due volte, invece, la truffa fallì. I tre indagati, comparsi due giorni fa in tribunale per l'interrogatorio di garanzia, hanno spiegato di aver sospettato che qualcosa fosse illegale nelle loro pratiche, ma spiegando di essersi completamente affidate alla 71enne, originaria di Giffoni, che li avrebbe convinti della bontà delle operazioni, mettendo a disposizione dispositivi e documenti contraffatti. 

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