La "beffa" dei pazienti dializzati: da Nocera a Scafati per un mese

Il motivo è legato a lavori di ristrutturazione da effettuare nel reparto dell’ospedale di Nocera Inferiore, “Umberto I. Ma non mancano i disagi

Pazienti in terapia di dialisi costretti a trasferirsi a Scafati per un mese. Il motivo è legato a lavori di ristrutturazione da effettuare nel reparto dell’ospedale di Nocera Inferiore, “Umberto I”. Nello specifico, al piano terra del reparto emodialisi, interno a quello di Nefrologia, che si trova al terzo piano.

I disagi

I lavori dureranno circa trenta giorni. Ma non sono mancate le proteste, specie da parte delle famiglie dei pazienti. La comunicazione è stata data, telefonicamente, a tutti i pazienti il giovedì per il lunedì. Dunque, con un weekend di mezzo e la difficoltà di potersi organizzare per tempo. Quali sono le alternative. La direzione dell’Umberto I ha indicato nell’ospedale di Scafati, il "Mauro Scarlato", il presidio presso il quale effettuare le terapia. Si tratta di almeno tre sedute a settimane, che vanno per durata dalle tre alle quattro ore. Se però Scafati risulta troppo lontano, il paziente, o la famiglia in questione, deve individuare un centro privato, convenzionato con l’Asl. E a spese proprie.

La "beffa" del rimborso

Questo porta alla constatazione di un ulteriore problema, quello legato al rimborso sul trasferimento che spetta ad ogni paziente. Se per Nocera Inferiore, l’Asl liquida circa 7 euro, il viaggio a Scafati non porterà ad un adeguamento. Il rimborso resterà immutato. Eppure, diverse famiglie hanno evidenziato che il viaggio a Scafati comporterà costi maggiori e uno stravolgimento della giornata di ogni singolo paziente. Non solo in termini economici, vista la distanza rispetto a Nocera e il pedaggio autostradale, ma anche in termini di organizzazione.

Tra turni e pedaggi autostradali

Tra i circa venti pazienti che usufruiscono delle terapie, molti sono in età avanzata. Il che vuol dire affrontare condizioni di stress maggiore, in rapporto al trasferimento. «Tra i pazienti - spiegano alcuni parenti di familiari sottoposti a dialisi - vi sono anche persone che si sottopongono alla terapia da diversi anni. Per loro, cambiare all’improvviso e finire in un altro ospedale, con nuovo personale, crea qualche disagio. Avremmo preferito ricevere la comunicazione in tempi differenti, con la speranza di poter approfittare dei vecchi locali dell’Umberto I, in attesa che venissero definiti i lavori in quelli nuovi». Qualcuno si è già rivolto, suo malgrado, a dei centri privati per continuare il ciclo di terapie. Il paziente viene prelevato da casa e portato al centro, con apposito personale. Circostanza che non avviene, invece, quando lo stesso si reca in ospedale. In un presidio, quello di Nocera Inferiore, dove già risultano evidenti carenze di personale in alcuni settori, si aggiunge ora questo disagio per i pazienti dializzati. La speranza, per loro in primis, è che il nuovo ciclo di terapie a Scafati termini proprio entro i trenta giorni comunicati dalla direzione sanitaria. E non si prolunghi oltre, con tutte le difficoltà che già sta comportando.  

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