Nocera Inferiore, cercava donne da far prostituire: a processo una colombiana

La donna era riuscita a sfuggire ad un primo blitz dei carabinieri e figlio di un’indagine su di un giro di sfruttamento della prostituzione compreso tra gli anni 2009 e 2011

Avrebbe procacciato donne da far prostituire in diversi alberghi per conto di un gruppo di persone. Finisce a processo, con tanto di stralcio, la colombiana L.X.O.G. Per lei il dibattimento partirà il prossimo 2 febbraio, davanti al II collegio del tribunale di Nocera Inferiore. La donna era riuscita a sfuggire ad un primo blitz dei carabinieri e figlio di un’indagine su di un giro di sfruttamento della prostituzione compreso tra gli anni 2009 e 2011. La straniera fu arrestata insieme ad una complice ad Alicante, in Spagna, grazie ad un lavoro di collaborazione info-investigativa tra il reparto territoriale di Nocera e le forze di polizia del governo spagnolo. Entrambe, tra le quali l’attuale imputata, erano riuscite a fuggire inconsapevolmente grazie ad un precedente viaggio oltreoceano. L’inchiesta - che vede 10 degli attuali coinvolti già a processo - portò alla scoperta di un vasto e organizzato mercato del sesso, il cui epicentro era a Nocera Inferiore, presso un hotel del centro cittadino.

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Il prezzario del sesso

La donna, dopo aver ottenuto il permesso di soggiorno in Spagna, giunse in Italia per alloggiare nei luoghi di lavoro e poi, di prostituirsi dietro pagamento di quote comprese tra i 100 e 120 euro. In un seconda fase, avrebbe - insieme ad un’altra connazionale - procacciato nuove ragazze sull’asse Italia-Spagna. L’attività di "reclutamento" avveniva grazie ad internet, dove si discuteva di pagamenti, appartamenti dove inviare le nuove ragazze e accordi per l’attività illecita. Alle indagini contribuirono anche altre procure del Nord Italia, con le quali si ottenne l’oscuramento degli spazi web creati per l’occasione. Spesso le ragazze provenivano anche dal Sudamerica. Furono 897 i domini registrati in Italia e 407 quelli all’estero. Il blitz scattò grazie all’azione di alcuni carabinieri in borghese in due case a Nocera Superiore. Le alcove erano disseminate non solo nelle due Nocera, ma anche in città come Avellino e Como. Tra gli imputati un webmaster, responsabile di un sito di annunci e di altre persone, che fungevano anche da protezione per le prostitute. Tra le accuse principali l’associazione a delinquere e lo sfruttamento della prostituzione. Per la colombiana l’inizio del processo è alle porte.  

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