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Manifesti funebri a Nocera, picchiato per aver rifiutato di assumere attacchino: 3 condanne

Gli indagati sono stati giudicati con il rito abbreviato

Finisce con tre condanne in primo grado l'indagine sull'aggressione subita dal gestore di una ditta di pompe funebri, a Nocera Superiore, lo scorso maggio. Gli indagati sono stati giudicati con il rito abbreviato. 

Il "racket" dei manifesti funebri

Il maggio scorso, a Nocera Superiore, l'imprenditore colpì con uno schiaffo un attacchino, perchè stava coprendo i suoi manifesti con altri. L'uomo promise vendetta, chiedendo a due suoi generi, di vendicare quell'affronto. Per quest'ultima circostanza, però, non sono stati raggiunti sufficienti elementi di colpevolezza. L'uomo è stato condannato a 5 anni e 6 mesi di reclusione. Dopo qualche ora, la vittima fu picchiata da due persone, con un manganello in ferro, rimediando la rottura del braccio e ferite all'altezza dell'occhio. Per loro, la condanna è stata di 3 anni e 2 mesi di carcere. I due gli sottrassero poi anche lo scooter, un T-MAX. In ospedale, i familiari della persona aggredita furono successivamente avvicinati da una quarta persona, che per conto dell'attacchino, un 60enne, avrebbe promesso la restituzione dello scooter, solo se la denuncia della vittima fosse stata ritirata. Il 60enne è stato assolto da quest'accusa, con la quarta posizione stralciata e giudicata a parte. La denuncia della vittima fece poi partire l'indagine. Per l'attacchino, vi era una duplice accusa di estorsione. Era accusato di aver costretto due ditte di onoranze funebri, una di Mercato San Severino e l'altra di Salerno, ad attaccare i loro manifesti. Se si fossero rifiutate, avrebbe strappato o coperto gli stessi, con quelli di altre ditte. 

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