Per la procura voleva rapinare l'autogrill: scafatese rischia processo

Era nervoso e continuava ad entrare ed uscire senza sosta dal bagno dell’autogrill Alfaterna il 43enne A.A.P. , di origini scafatesi, fermo nell’area di sosta dell’autostrada Salerno-Napoli, in un’ora tarda, lo scorso febbraio

Era nervoso e continuava ad entrare ed uscire senza sosta dal bagno dell’autogrill Alfaterna il 43enne A.A.P. , di origini  scafatesi, fermo nell’area di sosta dell’autostrada Salerno-Napoli, in un’ora tarda, con un cappuccio in testa, sotto gli occhi dei dipendenti in servizio notturno. Talmente nervoso da spingere il barista a chiamare la polizia. Da li la conferma. L'uomo, appena notata l’auto della stradale, provò a nascondersi dietro un cartellone pubblicitario, senza successo. «Volevo delle sigarette», spiegò agli agenti. Ma non era vero. Non le aveva comprate, ma era prima entrato, poi uscito, ed era iniziato il suo andirivieni. 

Le "scuse" per giustificare la pistola

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Perché la sua auto aveva le targhe piegate apposta. Come emerse nel prosieguo degli accertamenti, con la perquisizione eseguita dai poliziotti, l'uomo era armato. Aveva una pistola con cane armato nel marsupio, vestito col giubbino scuro e il cappuccio. Anche per la pistola, trovò una spiegazione inverosimile. «Volevo disfarmene, non avevo alcuna cattiva intenzione». In realtà secondo il Gip, che pure dispose il 5 febbraio scorso un’ordinanza cautelare a suo carico, era pronto a commettere un reato. Il giudice per le indagini preliminari Paolo Valiante dovrà valutare il quadro probatorio raccolto dal pm Gaetana Amoruso: rischia di finire a giudizio senza il passaggio dell’udienza preliminare, sulla base di un quadro probatorio evidente. L’arma finì sotto sequestro.

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