Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Nocerina-Perugia, scontri ultras-polizia: "La Mobile sbagliò strada. Ci attaccarono in 60"

Dal contro esame del sostituto commissario Iannone, la circostanza che ad aggredire le forze di polizia e i tifosi umbri furono almeno 60 nocerini. Solo 15 quelli identificati. Poi l'errore della Mobile, nel seguire il percorso per lo stadio

"Erano almeno 60 quelli che lanciavano pietre quella sera". Prosegue il processo contro 14 ultras della Nocerina, imputati per aver lanciato pietre ed altri oggetti contro le forze di polizia e i tifosi ospiti del Perugia, la sera del 30 agosto 2013. Ieri mattina in aula il sostituto commissario di polizia Attilio Iannone ha sostenuto il contro esame della difesa, in particolare quello dell'avvocato Gregorio Sorrento. Due gli elementi importanti emersi: la Mobile avrebbe condotto i due bus dei tifosi ospiti poi finiti distrutti lungo un altro percorso, per di più percorrendo una strada in contro senso. Il secondo è un errore durante l'identificazione dei tifosi, con l'associazione di una sagoma ad uno dei coinvolti, quando invece si trattava di un altro. Come per la precedente udienza, Iannone ha ripercorso l'attività che la polizia svolse con l'arrivo dei bus a Nocera dei tifosi umbri. Cinque in tutto. "Sapevamo dell'arrivo di alcuni pullman e predisponemmo servizio. Spesso capita anche di sentirci con gli autisti. Li abbiamo attesi all'uscita di Mercato San Severino, ma altri due arrivarono in ritardo forse. Presero l'uscita "Nocera-Pagani", scortati dopo dalla Mobile e si trovarono nel cuore degli scontri. A domanda della difesa, Iannone ha tuttavia precisato che non fu "Possibile individuare i tifosi del Perugia. Restammo bloccati per 30 minuti in quella guerriglia, dovevamo difenderci e difendere i tifosi ospiti. Loro volevano guardare la partita. Avevano fatto il biglietto, ma andare allo stadio era complicato. I mezzi erano danneggiati, non ci furono feriti, ma fummo costretti a riportarli in autostrada"

"Identificammo almeno 15 teppisti lanciare pietre ed altri oggetti in loro possesso. Ma in totale erano almeno 60 quelli presenti". Il processo è riaggiornato al prossimo 28 novembre. I quattordici tifosi rossoneri sono accusati di devastazione. Gli scontri ebbero inizio alle 20.25 circa nei pressi della piazzetta De Santis. Bersaglio di una sassaiola che comprese di tutto, furono due pullmini da nove posti con a bordo tifosi umbri e le stesse forze dell’ordine, costituitesi parte civile. Quella sera, un gruppo di supporter rossoneri venne a contatto con le forze di polizia, che stavano scortando allo stadio S. Francesco la tifoseria del Perugia. Pochi minuti dopo, sarebbe cominciato il match tra i rossoneri e i grifoni. Stando a testimonianze e indagini, l’obiettivo dei nocerini era la tifoseria avversaria (colpevole di aver aggredito alcuni passanti) e non di creare «caos e violenza contro tutto e tutti», come fu riferito in una memoria difensiva. Molti degli indagati erano a petto nudo, ma con volto coperto da casco integrale.

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