Manca il personale: a Nocera endoscopia e gastroenterologia sospese

La carenza di infermieri durante la notte blocca i due servizi. Le persone sono costretta ad arrivare fino al Ruggi di Salerno. Protesta di utenza e associazioni: "Penalizzate 300mila persone"

Sospeso il servizio notturno di gastroenterologia ed endoscopia digestiva all’ospedale “Umberto I” di Nocera Inferiore, utenti e medici in protesta. La sospensione del servizio è conseguenza dell’assenza di personale infermieristico nelle ore notturne. In casi di pronto soccorso per emorragia digestiva o di rottura delle varici esofagee, ad esempio, l’ospedale nocerino guidato dal direttore sanitario Alfonso Giordano non potrà più prestare soccorso. L'utente che si recherà al pronto soccorso dovrà attendere l’arrivo di un’ambulanza medicalizzata, una sola presente in tutta l’area a nord della provincia di Salerno, per poi essere trasportato all’ospedale salernitano “Ruggi D’Aragona”. Un viaggio della speranza che comporterebbe non meno di un’ora di attesa prima di affrontare chirurgicamente l’emergenza. Con il rischio che il paziente muoia prima.

L'Umberto I di Nocera Inferiore è attualmente l’unico con il pronto soccorso attivo per l’intero comprensorio dell’Agro nocerino sarnese. Con un utenza in media che giunge presso la struttura stimata in almeno 300mila persone, senza contare chi proviene dai paesi napoletani. Gli utenti, quindi, superano abbondantemente le 500 mila unità. Oltre alle richieste di riattivazione del servizio avanzate in questi giorni da medici e operatori sanitari del nosocomio, nella giornata di ieri è arrivata anche la protesta del comitato “Etica e Salute per i cittadini”, coordinato da Agostino Ingenito. “Siamo alle solite. Ancora un danno nei confronti dei cittadini dell’Agro, un’utenza di circa 300 mila residenti, che subiscono le gravi scelte compiute dall’Asl che non tiene conto delle esigenze dei cittadini ed utenti – dichiara Ingenito – Siamo al paradosso. Non possono essere subite queste scelte unilaterali che si compiono senza alcuna condivisione. E’ ora che l’Asl si renda conto che deve rispettare le necessità degli utenti, già costretti a subire gravi inefficienze con i pronto soccorso che scoppiano e con concrete difficoltà ad ottenere ricoveri e servizi sanitari. L’Asl disponga un immediato tavolo di confronto a tutela e per la salute dei nostri concittadini e garantire il servizio”.

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