Guerra tra bande a Nocera, ci sarà il processo per "associazione mafiosa"

Il processo comincerà il 27 novembre: gli imputati - secondo il teorema accusatorio del pm dell'Antimafia, Vincenzo Senatore, avrebbero gravitato nell'orbita dei fratelli Michele e Luigi Cuomo. Anche loro a giudizio

Ora c'è anche l'associazione mafiosa. L'accusa per la quale il gup Giovanna Pacifico ha rinviato due giorni fa a giudizio 10 persone, già sotto processo per la guerra tra "gruppi criminali" che si consumò due anni fa, a Nocera Inferiore. Il processo comincerà il 27 novembre: gli imputati - secondo il teorema accusatorio del pm dell'Antimafia, Vincenzo Senatore, avrebbero gravitato nell'orbita dei fratelli Michele e Luigi Cuomo. Anche loro a giudizio. L'indagine è quella ribattezzata «Un’altra storia». L'intera indagine conta più di 30 imputati, già sotto processo presso il tribunale di Nocera Inferiore. Per dieci di loro, ora, c'è anche l'accusa di aver fatto parte di un'associazione di stampo camorristico. 

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"Un clan in fase embrionale"

Il dibattimento, tutt'ora in corso, racchiude accuse come rapina, spari in luogo pubblico, rissa, violazioni di domicilio, estorsioni, violenza privata, trasferimento fraudolento di valori, possesso d’armi e pestaggi. Uno spaccato criminale diviso in due tronconi, che presumibilmente sarà riunito in un unico procedimento. Muovendosi con «fare intimidatorio e forti del vincolo associativo», i 10 avrebbero in sostanza tentato di imporsi come un vero e proprio «clan». Tra le accuse ci sono quelle di aver accolto le richieste di comuni cittadini nel recuperare oggetti rubati, vendicare aggressioni o risolvere contrasti personali. Sostituirsi insomma alle forze di polizia e allo Stato. Oltre a puntare alla gestione di attività economiche. Quella stessa accusa che per il Riesame, in fase cautelare, era però caduta. Per i giudici del tribunale della Libertà, che riconobbero in Michele Cuomo "un capo", quel gruppo non avrebbe avuto forza tale per assoggettare la comunità come un clan di camorra. Seppur l’indagine dei Ros e della Mobile abbia registrato l’uso di una «violenza smodata e plateale», gli imputati avrebbero solo tentato - in maniera del tutto «embrionale» - di assurgere al rango di un vero e proprio clan. Senza riuscirci. L’indagine abbraccia un periodo che va dal 2015 alla fine del 2016: il blitz verso diverse delle persone coinvolte scattò dopo le sparatorie consumate tra i membri di “bande” contrapposte, che sconvolsero la città di Nocera Inferiore lo scorso autunno. 

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