Certificati medici e falsi testimoni per invalidare testamento, in 5 a processo

L'obiettivo dei cinque era screditare un testamento, firmato da un parente quando era ancora in vita, a favore di una donna straniera, di nazionalità bulgara

Per invalidare un testamento, redatto tra l'altro da un loro parente, poi deceduto, avrebbero coinvolto un medico e due testimoni, chiamati a riferire il falso su dei certificati medici e in udienza. L'obiettivo era screditare un testamento, firmato dall'anziano quando era in vita, a favore di una donna straniera, di nazionalità bulgara. Ora saranno processati.

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L'indagine

La decisione è del gup di Nocera Inferiore, che ha mandato sotto processo cinque imputati, tra i quali un medico, due privati cittadini e due parenti della persona anziana, che aveva fatto redigere un testamento davanti ad un notaio, a favore di una donna straniera. Secondo le accuse, tra le quali ci sono falsa testimonianza, uso di un documento falso, falsa perizia e falsità ideologica commessa in certificati, i due avrebbero fatto produrre tre certificati ad un medico, dove fu attestato che l'anziano non fosse più capace di intendere e di volere a causa di una patologia di cui soffriva. Lo stesso riferirono i testimoni, in un procedimento civile mosso proprio contro la donna, durante la quale spiegarono che l'anziano necessitasse di cure e assistenza continua, anche in ragione del fatto che non riusciva più a distinguere l'identità delle persone. I fatti vanno dal 2013 al 2014, con i certificati medici prodotti che invece risalgono a diversi anni prima, al 2008. I falsi certificati, che sarebbero stati redatti dal medico, furono anche consegnati al perito di un tribunale, che nel procedimento civile, riferì che l’anziano fosse incapace di intendere durante la redazione del documento. Senza sapere che invece riferivano il falso. Queste le accuse della procura, che ha ottenuto per i cinque il processo. 

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