Falsi lavoratori per truffe all'Inps, in sessantacinque rischiano il processo

Le indagini presero il via 2016, permettendo di disarticolare un gruppo, attivo tra l'Agro nocerino sarnese e l'hinterland vesuviano, del quale facevano parte anche commercialisti, imprenditori e faccendieri

Sono 65 le persone che rischiano il processo nell'indagine su una maxi truffa consumata a danno di Inps e Agenzia delle Entrate.

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Le accuse

Le indagini presero il via 2016, permettendo di disarticolare un gruppo, attivo tra l'Agro nocerino sarnese e l'hinterland vesuviano, del quale facevano parte anche commercialisti, imprenditori e faccendieri che avrebbero beneficiato di erogazioni previdenziali dell'Inps e crediti di imposta non dovuti grazie a società fittizie e false assunzioni. Il danno accertato per l'erario fu di circa 2 milioni di euro a titolo di indennità previdenziali e di circa 20 milioni a titolo di credito di imposta. I beni sequestrati avevano un valore di 7 milioni di euro. L'operazione "Leonardo", dal nome di una delle ditte riconducibili ad un antiquario di Gragnano - considerata la mente del "sistema" - giunse dopo la maxi inchiesta "Mastrolindo". Condotta sempre dalla Procura di Nocera, che portò in passato all'esecuzione di 44 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di imprenditori e professionisti e al sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di oltre 137 milioni di euro, in relazione alla scoperta di svariate aziende (ubicate nell'agro nocerino-sarnese e operanti nel terziario, soprattutto ditte di pulizie), risultate "scatole vuote" costituite al solo scopo di "caricare" su di esse migliaia di rapporti di lavoro fittizi, al fine di conseguire indebite erogazioni previdenziali e assistenziali dall'INPS (indennità di disoccupazione, maternità e malattia). Il 1 marzo il gip valuterà l'impianto accusatorio.

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