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Scafati, morì dopo intervento per asportare un tumore: due medici rischiano il processo

Omicidio colposo, per quest'accusa due medici rischiano il processo per la morte di E.F. , 48enne di Scafati deceduto a luglio 2016 a Nocera Inferiore. L’uomo, di 47 anni, soffriva di neoplasia renale

Omicidio colposo, per quest'accusa due medici rischiano il processo per la morte di E.F. , 48enne di Scafati deceduto a luglio 2016 a Nocera Inferiore. L’uomo, di 47 anni, soffriva di neoplasia renale. Precedentemente operato, con il ritorno della malattia, fu nuovamente sottoposto ad un intervento, all'ospedale di Nocera Inferiore. 

Le accuse

Secondo l'indagine della procura, che si è servita anche di una perizia legale dopo l'autopsia svolta sul corpo del paziente, i due medici che operarono il paziente avrebbero adottato una metodologia rischiosa, proprio in virtù di un precedente intervento. Dopo circa otto ore sotto i feri, il 47enne morì a causa di un'emorragia. La denuncia della moglie e il sequestro della cartella clinica portò poi all'apertura di un fascicolo, con i nomi dei medici iscritti nel registro degli indagati. Due, ora, rischiano il rinvio a giudizio, prima del vaglio finale del gip. I due operaron il paziente con una laparoscopia, tecnica chirurgica invasiva che - visto lo stato già sofferente del paziente - non è stata ritenuta idonea per quel tipo di operazione. Per il medico legale, bisognava procedere, invece, con una laparatomia.  

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