Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Nocera Inferiore, scontri ultras-polizia: la Corte d'Appello di Napoli conferma la "devastazione"

La pronuncia dei giudici partenopei giunge dopo la pronuncia della Cassazione, che aveva annullato con rinvio la condanna dell'unico tifoso giudicato con rito alternativo. La sentenza conferma il reato di devastazione. Si attendono le motivazioni

Scontri tra ultras della Nocerina e forze dell’ordine: la Corte d’Appello di Napoli conferma il reato di devastazione. La pronuncia dei giudici partenopei riguarda l’unico tra i 15 ultras giudicato con rito alternativo. La posizione è quella di Raffaele Villani, 37enne nocerino, condannato a 2 anni e 6 mesi. La sentenza giunge dopo il ricorso in Cassazione presentato dal legale di fiducia, Carlo De Martino, che aveva sostenuto la derubricazione del reato nell’accusa più lieve di "danneggiamento". La Suprema Corte, accogliendo il ricorso, aveva annullato la condanna obbligando i giudici in secondo grado a riformulare la condanna, oltre a precisare alcuni aspetti giuridici. La nuova pronuncia della Corte d’Appello di Napoli ha un’importanza processuale per le posizioni degli altri 15 ultras, imputati a Nocera Inferiore per gli scontri con i tifosi del Perugia e la polizia la sera del 30 agosto 2013.  La sentenza - in attesa di leggere le motivazioni - potrebbe influenzare il dibattimento per i 15 nocerini, con il reato di devastazione che al momento regge.

Gli scontri ebbero inizio alle 20.25 in via Pucci, con due pullmini da nove posti con a bordo tifosi perugini, «fermati e aggrediti da tifosi locali». L’intervento della polizia fece il resto, con gli stessi costretti a difendersi dopo poco da una fitta sassaiola iniziata dagli ultras rossoneri. Le indagini portarono mesi dopo all’arresto di quindici persone. Entrambe le sentenze di condanna per Villani (oltre ad una pronuncia del Riesame di Salerno), riconobbero la devastazione, descrivendo di «agguati» commessi da gruppi di tifosi a danno della tifoseria ospite e della polizia, oltre alla distruzione dell’arredo urbano, i cui resti furono utilizzati per la sassaiola contro gli agenti. Nel ricorso presentato in Cassazione, fu sostenuto che l’obiettivo dei nocerini era la tifoseria avversaria (colpevole secondo voci di strada di aver aggredito alcuni inermi passanti) e non creare «caos e violenza contro tutto e tutti». 

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