"Figli che odiano i genitori": in aumento i casi di violenza in famiglia

Alla Procura di Nocera Inferiore decine di richieste di processo per figli ingrati, accusati di esercitare violenza sui propri genitori. Dalle richieste di soldi al bisogno di droga. Il focus di SalernoToday con gli ultimi casi in provincia

Che sia per l’acquisto di droga, per avere qualche soldo in tasca o anche solo per non sentire l’ennesimo richiamo a cercare un lavoro, non fa molta differenza. Al tribunale di Nocera Inferiore sono sempre di più le richieste di processo che la procura firma nei confronti di quei figli, giovani o adulti che siano, accusati di violenza contro i propri genitori. Il fenomeno è esteso in tutto l’Agro nocerino sarnese, con misure di prevenzione spesso applicate già in fase d’indagine per evitare nuove violenze o conseguenze ben peggiori. Il dramma, per quanto triste, è variegato a seconda degli episodi, che spesso hanno il potere di far emergere un disagio sociale al quale non si riesce a porre rimedio se non con l’intervento delle forze dell’ordine. Da Nocera Inferiore a Sarno, passando per la Valle dell’Irno, vi è un tratto che accomuna molti di questi casi. E cioè, la richiesta di aiuto di padri e madri disperati a carabinieri e polizia, dopo anni di silenzi mantenuti per il bene del nucleo familiare e spesso, anche per proteggere chi arriva a schiavizzare i propri cari. L’otto gennaio scorso, i carabinieri arrestarono a San Marzano un ragazzo di 24 anni, accusato di aver picchiato il padre e la madre perché avevano rifiutato di dargli 20 euro. Quei soldi servivano per comprare la droga. Il giovane avrebbe a tal punto stravolto la quotidianità della sua famiglia, non solo danneggiando la propria casa ad ogni rifiuto, ma anche picchiando il padre e la madre più volte e obbligandoli a sottoporsi alle cure in ospedale. In un’occasione, li inseguì fino all’interno dell’auto, dove i due si erano rifugiati, per vendicarsi dell’ennesimo "no". Fu l’intervento dei carabinieri a salvare i coniugi, con il 23enne finito in carcere.

A Pagani, invece, il 15 marzo scorso i carabinieri bloccarono un 40enne che aveva tentato di strangolare la madre. Quest’ultima si rivolse ai militari per salvare se stessa, dopo mesi di violenza subiti passivamente. Anche allora, alla base c’era una richiesta di 30 euro. Prima di finire in manette, il figlio avrebbe minacciato il genitore di morte, con la promessa di dar «fuoco alla casa». Altre volte, invece, capita che nessuno del nucleo familiare riesca ad opporsi alle violenze di un loro componente. Come avvenuto il 27 febbraio a Sarno, quando un ragazzo di 27 anni fu allontanato dalla casa dei genitori, dopo numerosi episodi di violenza ai loro danni. Quest’ultimo, pare desse in escandescenza ogni volta che si trovava in «astinenza», picchiando la madre anche davanti alle sorelle più piccole, minacciate di morte perchè non dovevano permettersi di intervenire. Mesi fa, a Nocera Inferiore, un episodio che rischiò di finire in tragedia. Una ragazza di 24 anni tentò di aggredire la madre con un paio di forbici: pretendeva 300 euro per mantenersi a Roma, insieme al fidanzato, non gradito ai genitori. La giovane minacciò entrambi di morte, prima di essere fermata dai carabinieri e portata in carcere. Il colpo riuscì invece ad un 20enne di Calvanico, comune nella competenza distrettuale di Nocera, arrestato per aver accoltellato alla pancia la madre che non gli aveva consegnato le chiavi dell’auto. Il ragazzo era in cura presso un centro di recupero: finì in manette dopo l’ultima escalation di violenza e ora rischia un processo per tentato omicidio. Tutte le richieste di processo della procura consistono nell’emissione di un giudizio immediato: questo a causa dell’evidenza delle prove, raccolte in anni di denunce che compongono poi le tante ordinanze cautelari, alle quali vengono allegati referti medici e testimonianze sofferte e obbligate da parte delle vittime.   

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