Nocera Superiore, morì mentre lavorava in un'azienda conserviera: in tre rischiano il processo

Potrebbe decidersi il 16 marzo la sorte di tre persone, imputate per la morte di Sergio Bove, il 40enne operaio deceduto dopo un volo di sei metri da un capannone di un’azienda conserviera, a Nocera Superiore

Potrebbe decidersi il 16 marzo la sorte di tre persone, imputate per la morte di Sergio Bove, il 40enne operaio deceduto dopo un volo di sei metri da un capannone di un’azienda conserviera, a Nocera Superiore. I tre, infatti, rischiano il processo

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Le indagini

Dopo il rinvio di ieri mattina, il gip ha fissato una nuova udienza preliminare per marzo. L'episodio risale al 19 luglio 2016. Nel registro degli indagati ci sono due persone che rappresentano la ditta privata per la quale lavorava la vittima, insieme ad un dipendente. Il quarto imputato, rappresentante dell'azienda conserviera, invece, è deceduto tempo fa. L'accusa è di omicidio colposo in concorso per tutti e tre. Secondo le indagini, sarebbero state riscontrate diverse lacune e mancanze in termini di sicurezza e vigilanza sul luogo di lavoro, risultate poi fatali per Sergio. Oltre all’omicidio colposo, vi è anche una seconda accusa, quella di favoreggiamento. Indirizzata ad un dipendente della ditta privata, un’impresa di carpenteria metallica dove prestava servizio il 40enne. Per gli inquirenti, l'imputato avrebbe reso false dichiarazioni sulla dinamica dei fatti ai carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore, che indagarono sull’episodio, dopo essere intervenuti sul posto per gli accertamenti del caso. La dinamica dell'incidente riferì di uno scivolone di Sergio, intorno alle 9 del mattino, dovuto alla rottura di una lastra sulla quale era poggiato. I militari acquisirono anche i video interni all'azienda. Quel volo non lasciò scampo alla vittima, trasferito d’urgenza in ospedale per le gravi lesioni riportate e poi morto, per via di una serie di politraumi di gravissima entità. Inutili furono i tentativi di rianimarlo. La parte civile si è avvalsa anche di una perizia svolta dalla criminologa Concetta Galotto, comprensiva di sopralluogo e ricostruzione della dinamica. 

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