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Nocera Superiore, un perito per ricostruire l'incidente mortale sulla Statale

L’ingegnere meccanico nominato dalla procura dovrà ricostruire la dinamica dell’incidente, a seguito del quale perse la vita Raffaele Rossi, il 17enne di Sant’Egidio del Monte Albino

L’appuntamento è fissato per domani lungo via Nazionale, ex Statale 18 tra Nocera Inferiore e Nocera Superiore. Sul posto ci saranno consulenti e avvocati, insieme al perito della procura, Alessio Bertini. L’ingegnere meccanico nominato dalla procura dovrà ricostruire la dinamica dell’incidente, a seguito del quale perse la vita Raffaele Rossi, il 17enne di Sant’Egidio del Monte Albino. Mentre due suoi amici, di cui uno fresco 18enne, versano da quel giorno in condizioni disperate presso la Rianimazione dell’Umberto I di Nocera Inferiore. Era la notte tra sabato e domenica del 15 aprile scorso. Una perizia che oggi diventa indispensabile ai fini investigativi. Lo aveva fatto intuire il gip Alfonso Scermino, nella sua ordinanza, quando giorni dopo lo scontro mortale tra un’Opel Astra e una Fiat Punto, liberò dagli arresti domiciliari il 47enne Marco Avagliano. Il cavese è indagato a piede libero per omicidio stradale.

Le indagini

Era lui che guidava l’auto che si scontrò con l’altra, nella quale viaggiavano sei giovani che tornavano da Cava de’ Tirreni. L’uomo riferì al magistrato di non aver effettuato alcun sorpasso - era l’ipotesi degli inquirenti - ma anche di non aver avuto tempo di frenare o evitare l’impatto con l’altra auto. Il perito si recherà sul posto per effettuare tutti i rilievi del caso, accertare misure e distanze, comparando poi il tutto con i danni visibili sui due mezzi, entrambi sotto sequestro. Infine, l’ulteriore lavoro di riscontro con le foto scattate dai carabinieri di Nocera Superiore, quella sera, sul posto e l’analisi della scatola nera dell’auto dove viaggiava Avagliano, insieme ad un amico e al fratello. I tre tornavano da Gragnano, diretti nella città di Cava. Le indagini della procura si avvalgono, al momento, di diverse testimonianze. Nessuna di queste avrebbe però chiarito la dinamica dello scontro, al termine del quale i due mezzi di circolazione finirono in gran parte distrutti. Due verbali sono stati riempiti da due persone presenti in una terza auto. I due avrebbero in parte assistito allo scontro. Poi ci sono quelle di alcuni ragazzi che erano in compagnia di Raffaele, il ragazzo deceduto. Ma anche stavolta, come sottolineò il gip, non emersero elementi determinanti. Infine quella del fratello dell’indagato, che confermò ciò che lo stesso Avagliano aveva riferito al magistrato. 

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