Nocera, l'ex colonnello e "re" dei market sceglie il silenzio davanti al giudice

I legali difensori, dinanzi al gip, hanno spiegato che l'uomo si è dimesso dal ruolo di amministratore delegato delle due società, i cui conti correnti sono stati posti sotto sequestro dalla procura di Nocera Inferiore

Ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere D.G. , ex colonnello dell'esercito e imprenditore, finito agli arresti domiciliari con l’accusa di estorsione verso 36 dei suoi dipendenti, che lavoravano nei suoi supermercati. I legali difensori, dinanzi al gip, hanno spiegato che l'uomo si è dimesso dal ruolo di amministratore delegato delle due società, i cui conti correnti sono stati posti sotto sequestro dalla procura di Nocera Inferiore

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Le accuse

Contro l'indagato sono formulati quarantuno capi d’accusa, molti in concorso con soci o collaboratori, per comportamenti comprendenti ritorsioni e ricatti ai dipendenti. L’indagine è stata condotta dalla sezione di pg della Guardia di finanza, guidata dal luogotenente Pietro Citro, e dai carabinieri di Nocera Superiore, col coordinamento del sostituto procuratore Vincenzo Rubano, titolare dell’indagine. Nell’elenco delle contestazioni formulate rientra anche la vendita di pietanze da asporto preparate con alimenti scaduti, non idonei alla somministrazione e al consumo, come carne annerita “aggiustata” con l’utilizzo di additivi. Il sequestro che riguarda D.G. è di circa 1milione 704mila euro, disposto dal gip del Tribunale di Nocera Inferiore, Gustavo Danise. Il 69enne, noto negli ambienti commerciali come “il colonnello” per il ruolo ricoperto in passato nell’esercito, avrebbe abusato della sua posizione attraverso vessazioni, minacce e punizioni disciplinari, oltre che con la promessa di licenziamento, per ottenere rinunce alle spettanze da parte dei dipendenti, costretti a firmare conciliazioni sindacali, a rinunciare a permessi e riposi, accettando retribuzioni inferiori al lavoro prestato. In particolare, la Procura aveva chiesto misure cautelari anche nei confronti di altre cinque persone, indagate a vario titolo tra collaboratori e direttori dei supermercati in questione: uno di questi risponde di un episodio più delicato, con accuse di violenza sessuale adoperata nei confronti di una dipendente. I supermercati in cui avvenivano i casi  si trovano in tutta la provincia di Salerno, da Nocera Superiore a Nocera Inferiore, passando per Sarno, Cava de’ Tirreni, Giffoni Vallepiana, San Valentino Torio e Sarno. Intanto, c'è preoccupazione per i lavoratori ancora attivi nei punti vendita. Il sequestro dei conti correnti, esporrebbe - nei fatti - le attività commerciali con i fornitori. Una circostanza espressa anche in sede di interrogatorio, ieri mattina

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