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Stalking e botte alla fidanzata, vittima sbattuta contro palo della luce: rischia il processo

In particolare, secondo le accuse il giovane aveva portato allo stremo la compagna, costringendola a cambiare le sue abitudini di vita per una vera e propria persecuzione, condita da minacce e intimidazioni

Risponde di stalking, lesioni gravi alla ex compagna e detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti un 23enne, originario di Battipaglia, finito al centro di un’inchiesta e ora raggiunto dalla richiesta di rinvio a giudizio al termine della fase preliminare delle indagini della procura nocerina. In particolare, secondo le accuse il giovane aveva portato allo stremo la compagna, costringendola a cambiare le sue abitudini di vita per una vera e propria persecuzione, condita da minacce e intimidazioni. «Vado da tuo padre e lo picchio», minacciava lui mentre era in compagnia della ragazza, «prendo tuo fratello mentre è sotto casa tua e lo metto faccia al muro».

Le accuse

L'imputato passava poi ai fatti, colpendo la ragazza che finiva con la testa contro un palo della luce, urtando un paracarro e riportando nella caduta lesioni per trenta giorni, come accertato dal pronto soccorso dell’ospedale Umberto I. Ancora, l’imputato rimarcava la giustezza di quanto accaduto, infierendo senza prestarle soccorso: non era la prima volta in cui usava le mani, con precedenti colpi e schiaffi sferrati, minacce e intimidazioni. «Io ti ammazzo, così capisci e fai la femmina», minacciava, incurante delle conseguenze del suo comportamento, provocandole una frattura clavicolare in seguito all’aggressione, come riportato testualmente dal referto ospedaliero, con gli episodi incriminati durati fino all'estate scorsa. Nella stessa occasione delle botte, con la fidanzata finita in ospedale, arrivava la denuncia presentata, con perquisizione personale e ulteriori accertamenti presso la sua abitazione: in quest’ultimo sviluppo i militari del nucleo operativo trovarono hashish e marijuana, a Nocera Superiore. All'interno di due barattoli di vetro c'era una busta di cellophane 24 grammi di fumo,  in particolare, per 318 dosi medie giornaliere, e un altro quantitativo distinto di marijuana, per un peso complessivo di diciannove grammi e rotti, il tutto per una quarantina di dosi medie giornaliere ricavabili. Tutto il quantitativo gli vale allo stato l’accusa ulteriore di spaccio, con la droga detenuta per la rivendita. Dopo la conclusione delle indagini preliminari il pm ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio

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