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Fiume Sarno, scoperta gestione illecita di rifiuti: sei indagati

L'operazione è stata eseguita a seguito di accertamenti delegati della Procura della Repubblica del Tribunale di Nocera Inferiore, con attività coordinata dai magistrati della sezione reati ambientali

Sequestro di quattro autocarri ad opera dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, agli ordini del Capitano Giuseppe Ambrosone. L'operazione è stata eseguita a seguito di accertamenti delegati della Procura della Repubblica del Tribunale di Nocera Inferiore, con attività coordinata dai magistrati della sezione reati ambientali, guidata dal Procuratore Capo Giancarlo Izzo. Il Noe ha quindi apposto i sigilli agli autocarri di una ditta di autotrasporti di Grumo Nevano e già impiegati per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti rinvenuti nelle operazioni di bonifica del canale Marna, a Nocera Superiore. La ditta, affidataria del servizio nell’ambito della gestione del sito di stoccaggio provvisorio e trattamento dei sedimenti prodotti dagli interventi di dragaggio e bonifica dell’alveo del canale, aveva illecitamente raccolto e trasportato rifiuti speciali non pericolosi, quali fanghi di dragaggio, miscugli o scorie di cemento e mattoni, e rifiuti biodegradabili: non era in possesso della iscrizione all'Albo Nazionale dei Gestori Ambientali. Sei, dunque, gli indagati del procedimento penale,

Nei guai, il responsabile del procedimento ed il direttore dei lavori del Commissario Delegato per il superamento dell'emergenza socio-economico- ambientale del bacino idrografico del fiume Sarno, il legale rappresentante ed il direttore tecnico della ditta appaltatrice - Capo gruppo ATI (Associazione Temporanei di Imprese), il legale rappresentante della mandante dell'ATI ed il legale rappresentante della ditta di autotrasporti, che, in concorso tra loro e nelle rispettive qualità, eseguivano o comunque consentivano l'illecita attività di gestione di rifiuti speciali non pericolosi. La Procura della Repubblica contesta anche la violazione di abuso di ufficio.

Ancora, il direttore dei lavori, il legale rappresentante della mandante dell'ATI ed il legale rappresentante della ditta di autotrasporti, sono accusati di avere trasformato, di fatto, il contratto di nolo in un subappalto in assenza della autorizzazione richiesta, nonché dell'illecita modalità dei pagamenti delle prestazioni di raccolta e trasporto dei rifiuti, pagamenti effettuati mediante assegni bancari nonostante la legge prescrivesse l'obbligo di effettuarli, ai fini dei controlli in materia di tracciabilità finanziaria, esclusivamente con bonifici bancari.

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