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Nomine Provincia, Canfora a Cirielli: "Basta clientele". La replica: "Sono basito"

Il numero uno di Palazzo Sant'Agostino ribatte al deputato salernitano di Fdi sulla sospensione degli incarichi all'interno del consorzio Asi

E' ormai un botta e risposta a distanza continuo tra il neo presidente della Provincia Giuseppe Canfora e l'ex numero uno di Palazzo Sant'Agostino, ora deputato di Fdi-An, Edmondo Cirielli dopo la sospensione da parte del sindaco di Sarno degli incarichi all'interno delle società della Provincia, tra cui l'Asi.  “Se l’onorevole Cirielli era così convinto che vincesse Romano, perché si è affrettato a fare le nomine nottetempo, la sera prima che si votasse? Poteva benissimo aspettare il giorno dopo le elezioni. Invece lui ha voluto giocare d’anticipo, facendo una cosa sgradevole, irrituale e fuori da ogni logica politica e istituzionale”. Per Canfora “è iniziato un nuovo cammino. Molte cose cambieranno. Nulla sarà più come prima. L’Ente Provincia non sarà più un centro di clientele ma un’istituzione al servizio dei cittadini”. Intanto, oggi alle 16.30, il neo presidente di Palazzo Sant’Agostino incontrerà i consiglieri provinciali eletti e i candidati del Pd nella sede del Partito Democratico in via Manzo.  

Pronta la controreplica di Cirielli tramite facebook: "Le dichiarazioni di Canfora mi lasciano, ancora una volta, basito. Probabilmente, fa un po’ di confusione. Le decisioni prese dal presidente del Consorzio si, Gianluigi Cassandra, non sono della Provincia, così come le decisioni prese da Antonio Iannone non hanno niente a che vedere con l’Asi Canfora o non capisce nulla o finge di non capire nulla, in perfetto stile comunista, per creare confusione e seminare zizzania. Se conosce fatti di clientela, oltre quelli in cui è stato coinvolto al Comune di Sarno, farebbe bene a comunicarli all’Autorità giudiziaria, esattamente come ha fatto il sottoscritto quando si è insediato a Palazzo S. Agostino, facendo arrestare molti dei suoi sodali del Pd, alcuni dei quali ancora sotto processo. Perché si infuria così tanto? Forse aveva fretta, insieme con i suoi compagni del Partito Democratico, di mettere le mani sulle nomine. Dimentica che la legge lascia al presidente Cassandra la piena autonomia in tali scelte. La legge va rispettata. Sempre. In questa situazione, è il suo atteggiamento ad essere illegale".  

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