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Lunedì, 24 Giugno 2024
Cronaca

Visite negate al "Ruggi", il Direttore accoglie l'appello disperato dei familiari dei degenti e il Nursind "difende" infermieri e OSS

Invece di comprendere l'appello dell'utenza rilanciato anche attraverso la nostra redazione, il Nursind Salerno si sofferma su un presunto attacco alla categoria rappresentata dal sindacato stesso

Arrivano anche le considerazoni del Nursind Salerno, a distanza di diversi giorni dalla denuncia di numerosi cittadini circa l'impossibilità di far visita ai propri familiari ricoverati al Ruggi, assistendoli eventualmente anche di notte, come avveniva negli anni pre-Covid. Il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Universitaria, dottor Vincenzo D'Amato ha accolto le richieste disperate di quanti, al momento, risultano impossibilitati a supportare i loro familiari degenti, nonostante l'emergenza Covid sia finita e nonostante la loro disponibilità a indossare ogni dispositivo medico utile o a sottoporsi anche a tamponi pur di poter assistere i loro cari sui letti d'ospedale. In particolare, mostrando umanità nei confronti dell'utenza, D'Amato oltre a precisare come in realtà sia già possibile assistere di notte i non autosufficienti, ha anche annunciato approfondimenti sulle segnalazioni giunte alla nostra redazione e attraverso i social, venendo incontro ai familiari dei pazienti e ai degenti stessi, pur nel rispetto della sicurezza della salute di questi ultimi. 

La posizione del Nursind

Di tutt'altro avviso, il Nursind Salerno che nega quanto denunciato da innumerevoli salernitani, contestando quella che è stata definita “una disumanizzazione del personale infermieristico e operatori socio sanitari”: “Tutto ciò risulta inaccettabile - sbottano Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno, e i delegati Rsu del sindacato per l’azienda “Ruggi”, Domenico Ciro Cristiano, Monica Senatore, Valerio Festosi Guida e Renato Chierchia - Bene ha fatto il direttore generale a chiarire che i pazienti non autosufficienti di norma sono assistiti dai propri parenti e badanti durante il ricovero, ma altrettanto bene avrebbe fatto a ricordare che non è mera facoltà di chicchessia disciplinare l’accesso dall’esterno alle strutture ospedaliere, bensì il tutto deriva da una normativa nazionale che, in virtù della dichiarazione della fine della fase pandemica da Covid 19, ha determinato regole chiare ed universali, chiarendo nel contempo che i pazienti minori o non autosufficienti avessero la possibilità di essere assistiti da un familiare o da un caregiver 24 ore su 24. Non si capisce bene, quindi, da dove derivi la supposta ed infamante definizione di disumanità addossata al personale infermieristico e agli operatori socio sanitari. La stessa cosa la ricordiamo a chi oggi sputa veleno su di loro, che hanno combattuto in prima linea durante la pandemia a mani nude e senza tirarsi mai indietro, dimostrando di sapersi anche reinventare per affrontare un male che nessuno conosceva", precisano.

La nota

Invece di comprendere e venir incontro all'appello dell'utenza rilanciato anche attraverso la nostra redazione, dunque, il Nursind Salerno si sofferma su un presunto attacco alla categoria rappresentata dal sindacato, tirando in ballo i sacrifici in epoca Covid che, in realtà, poco hanno a che vedere con le segnalazioni giunte dall'utenza. Utenza che non chiede altro di poter visitare e assistere i propri cari ricoverati. "Vogliamo ricordare a chi fa spregio della professionalità altrui che i pericoli, dovuti alla commistione continua di personale esterno alle strutture sanitarie, che non si fermano al solo Covid. Basti pensare alla piaga delle infezioni nosocomiali che ha portato a registrare la maggior antibiotico resistenza a livello europeo degli ultimi 10 anni, che ha determinato la diffusione delle infezioni correlate all’assistenza causate da microrganismi antibiotico-resistenti (e il limitato controllo di queste infezioni). Ed è bene, inoltre, che si spieghi bene quale sia il concetto di assistenza diversamente da quello di visita, in quanto, evidentemente, qualcuno vorrebbe surrogare professionisti con anni di studi e di esperienza per il solo fatto di essere un parente dell’assistito stesso. Ecco perché chiediamo alla direzione strategica del Ruggi una dura presa di posizione a difesa del personale infermieristico e degli operatori socio sanitari, vigliaccamente vilipeso da chi di sanità, evidentemente, non capisce nulla”, concludono dal sindacato, mostrando, in tal modo, una chiara chiusura dinanzi alla richiesta accorata dei familiari dei pazienti. Diversa, infine, la posizione di alcuni medici, tra cui il coordinatore provinciale Uil area Materno- Infantile, dottor Mario Polichetti che, a seguito dell'appello dei nostri lettori, si è già detto "assolutamente convinto che la sensibilità del Direttore generale disporrà una riorganizzazione delle visite per consentire ai familiari di poter fare sentire ai parenti ricoverati il proprio affetto e la propria vicinanza".

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