Omicidio D'Onofrio, svolta sui killer, la Procura:"Fratelli Siniscalchi gravemente indiziati"

Conferenza stampa in Procura. Gli inquirenti chiudono il cerchio due anni dopo i tragici fatti di Pastena, a fine luglio 2017

"I fratelli Siniscalchi sono gravemente indiziati di delitto. Chiudiamo il cerchio intorno all'omicidio di Ciro D'Onofrio" La svolta arriva due anni dopo e l'annuncia la Procura, attraverso la conferenza stampa che si è tenuta stamattina, condotta dal Procuratore Vicario Masini. I killer di Ciro D'Onofrio hanno un nome e un volto.

Le indagini

La Procura si sofferma sulla figura di Eugenio Siniscalchi, classe '91, già detenuto in carcere. Del fratello, all'epoca minorenne, si occupa la Procura dei Minori. Ad Eugenio Siniscalchi è stato contestato l'omicidio volontario di D'Onofrio, con l'aggravante della premeditazione, commesso in concorso con il fratello. Contestati anche detenzione e porto illegale di una pistola calibro 9 utilizzata per esplodere i tre colpi fatali che hanno causato la morte del giovane per lesioni polmonari e al cuore. "Omicidio che si consuma due anni fa - domani due anni precisi, riflette il Procuratore Vicario Masini - in pieno centro, ai danni di  Ciro D'Onofrio. E' omicidio premeditato, perché gli autori giungono sul posto armati di pistola, sparano e si allontanano. Le indagini sono state tenaci, condotte dalla Procura, dalla Squadra Mobile e dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri. Che la vittima conoscesse uno degli aggressori, Eugenio Siniscalchi, è accalarato e rilevato dall'esame dei tabulati. Siniscalchi era già detenuto nel carcere di Fuorni, al momento della notifica. C'entra lo spaccio di supefacenti: D'Onofrio era preoccupato per un debito contratto. I moventi possono essere anche altri: D'Onofrio a maggio aveva subito un agguato, colpi di pistola esplosi sulle serrande dell'abitazione, tant'è che preoccupato cambiò abitazione. Potrebbe esserci anche, tra i moventi, condotta tenuta da D'Onofrio nei confronti di una parente di uno degli indagati".

I fatti

Erano circa le 23: a bordo di un ciclomotore, in viale Kennedy, i killer decisero di premere a più riprese il grilletto verso Ciro D’Onofrio. I familiari del 36enne, assistiti dall’avvocato Anna Sassano, attendevano giustizia. Probabilmente quella sera Ciro D’Onofrio aveva appuntamento con i killer e non ebbe il tempo di reagire.

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I possibili moventi

Una partita di droga non pagata o uno screzio personale, dunque, per la procura di Salerno, potrebbero essere i due moventi possibili dietro l'omicidio di D'Onofrio.

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