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"Ho ucciso mio padre", maresciallo dei carabinieri arrestato a Roccapiemonte

L’omicidio di Federico De Santo è stato consumato all’interno dell'auto che viaggiava sulla corsia di sorpasso a velocità molto ridotta: il colpo di pistola è stato esploso a bruciapelo dal figlio che ha ferito mortalmente la vittima all’altezza del collo

Omicidio in autostrada, nella nottata di mercoledì. Alle ore 00.30 circa, è giunta una segnalazione presso la centrale operativa del  Comando Provinciale Carabinieri di Salerno circa la presenza di un’auto, una Lancia Lybra grigio scuro, incidentata, ferma sulla carreggiata nord del tratto autostradale A/30, a poca distanza dal casello di Mercato San Severino. All'interno vi era una persona di sesso maschile riversa sul sedile, dal lato del conducente. Immediatamente sono stati allertati i militari del NOR della Compagnia di Mercato San Severino e il personale della Polstrada di Caserta, oltre ai sanitari del 118 di Mercato San Severino: è stato accertato che l’uomo, successivamente identificato in Federico De Santo, un 73enne, originario di Carinola, in provincia di Caserta, proprietario del veicolo, era deceduto, riverso su se stesso sul posto di guida. Il corpo, ad un primo esame, presentava una ferita d’arma da fuoco sul lato destro del collo. I suoi occhiali sono stati ritrovati a diversa distanza (circa 100 metri) dal luogo in cui l’auto aveva terminato la sua corsa contro il cordolo che delimita la carreggiata.

Le attività tecniche di sopralluogo, condotte dalla Sezione Investigazioni Scientifiche e le immediate indagini attivate dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, insieme ai militari della Compagnia di Mercato San Severino e della Compagnia di Mondragone, supportate anche da riscontri testimoniali indiretti, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza per omicidio, a carico del figlio della vittima, 43enne, G.De Santo un Maresciallo dei Carabinieri in servizio a Catania. In particolare, a seguito del sopralluogo sono stati trovati nella vettura la fondina della pistola di ordinanza dell’Ispettore, la sua tessera personale di riconoscimento e un bossolo calibro 9x19 parabellum, oltre ad altri effetti personali e indumenti del militare, tutto repertato e sottoposto a sequestro. In pochissimo tempo, dunque, è stato possibile accertare che il presunto autore del fatto, verso le 00.30, a poca distanza dall’auto del padre, aveva cercato di allontanarsi dal luogo del delitto mediante autostop, senza riuscirvi, tanto da decidere di allontanarsi a piedi lungo la strada e, successivamente, per le campagne adiacenti. La ricostruzione dei fatti, poi, ha permesso di stabilire che il padre proveniva assieme al figlio, a bordo dell’auto, da Messina, dove si era recato per accogliere e portare il 43enne verso la loro abitazione. L’esame esterno della salma condotto dal  medico legale intervenuto sul posto con il Pubblico Ministero della Procura di Nocera Inferiore, ha stabilito che l’omicidio è stato consumato all’interno del veicolo stesso, mentre viaggiava sulla corsia di sorpasso verosimilmente a velocità molto ridotta, e che il colpo di pistola è stato esploso a bruciapelo dal passeggero, che aveva colpito mortalmente la vittima all’altezza del collo.

Le immediate ricerche del fuggitivo, condotte anche con il personale dei Nuclei Radiomobili del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore e della Compagnia di Salerno hanno consentito di individuare il presunto autore del fatto alle 2.10 circa, mentre si trovava in stato confusionale nel Comune di Roccapiemonte, nei pressi di un bar, disarmato. Il maresciallo, nell’immediatezza e spontaneamente, ha raccontato ai militari di aver ucciso il genitore, per motivi non meglio definiti, e di essersi disfatto della pistola lungo la fuga. L’Ispettore, dunque, è stato tratto in arresto, poiché ritenuto responsabile di omicidio volontario. Sottoposto a esame sanitario da parte di personale del 118, è stato riscontrato in stato di forte shock emotivo e, pertanto, condotto presso la sezione detenuti dell’ospedale Ruggi di Salerno, a disposizione dell’Autorità giudiziaria di Nocera Inferiore. La salma della vittima, intanto, è stata trasportata presso l’ospedale di Nocera Inferiore, sempre a disposizione  della Autorità giudiziaria.

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