Omicidio delle Fornelle, Luca Gentile condannato a 20 anni di carcere

Il giovane dichiarò di aver aggredito il “suocero” a seguito di alcuni approcci sessuali da parte del carrozziere del centro storico. Una tesi, la sua, smontata dal pm Elena Guarino

Eugenio Tura De Marco

Linea dura del tribunale di Salerno sull’omicidio delle Fornelle. Il giudice per l’udienza preliminare Stefano Berni Canani, infatti, ha condannato a venti anni di carcere Luca Gentile per aver ucciso Eugenio Tura De Marco, padre della sua fidanzata, all’interno della sua abitazione la sera del 20 febbraio 2016. Ieri si è svolta l’udienza per il rito abbreviato scelto dai legali del giovane salernitano, che dal giorno del rinvenimento del cadavere si trova in carcere.

Gentile, dopo l’omicidio, dichiarò di aver aggredito il “suocero” a seguito di alcuni approcci sessuali da parte del carrozziere del centro storico. Una tesi, la sua, smontata dal pm Elena Guarino, che durante la sua replica, ha mostrato le foto dei luoghi in cui avvenne l’assassinio per dimostrare che non si è trattata di legittima difesa.

La richiesta dell’accusa

Lo scorso aprile l’accusa aveva chiesto trenta anni per Gentile, non ritenendo possibile la concessione delle attenuanti. Il giudice non ha riconosciuto l'aggravante dei rapporti familiari che, però, rimanere per la figlia della vittima, Daniela Tura De Marco, che il prossimo 16 ottobre, davanti alla Corte d'Assise di Salerno, dovrà rispondere di concorso morale in omicidio.

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