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Marina Tudors Srekerese

Marina Tudors Srekerese

Uccisa e abbandonata a Salerno, 18 anni di carcere per l'assassino di Mariana

Nuova condanna per il muratore vietrese, Carmine Ferrante, dopo quella per l'omicidio di "Nikla", giovane bulgara che si prostituiva a Pagani. Ad incastrarlo il Dna dello sperma rinvenuto sul corpo della vittima

Nuova condanna per il muratore di Vietri sul Mare Carmine Ferrante. Ieri, il gup Mastrangelo del tribunale di Salerno, ha emesso una sentenza di primo grado che prevede una pena di 18 anni di carcere per l’omicidio della prostituta diciannovenne Marina Tudors Srekerese. L'imputato ha beneficiato dello sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato e ha ottenuto l'esclusione delle aggravanti contestate dalla Procura. Il giudice, però, gli ha comminato anche le pene accessorie dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici, la sospensione della potestà genitoriale per il periodo della pena e il pagamento delle spese processuali.

L'inchiesta

Già condannato in primo e secondo grado per l'omicidio di "Nikla", giovane bulgara che si prostituiva a Pagani, le indagini sono partite a seguito della denuncia della scomparsa della vittima, una ragazza di 19 anni che si prostituiva per strada, da parte delle due amiche conviventi che indicarono come possibile autore del presunto rapimento, un cliente occasionale che l'aveva presa a bordo di un'auto di colore scuro intorno  alle 23 circa del 30 aprile 2016. Le due donne raccontarono che l'uomo trattenne Mariana contro la sua volontà. Il corpo della giovane fu trovato a sedici giorni dalla scomparsa, in un avvallamento di un terreno limitrofo in via dei Carrari, a Salerno. La vittima era seminuda, con il corpo in stato avanzato di decomposizione. Nella sua richiesta di condanna, la Procura si è basata sugli elementi raccolti durante le indagini per indicare in Ferrante l'unico colpevole del delitto. Determinante - secondo gli inquirenti - è stato il Dna dello sperma ritrovato sulla salma della 19enne che è risultato compatibile con quello del muratore vietrese. Ieri la sentenza condanna in primo grado.

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