Omicidio a Buonabitacolo, il 18enne arrestato: "Non era mio amico, era il mio pusher"

L'arma del delitto era stata prelevata da K.L. presso la macelleria di Montesano Scalo dove lavorava come apprendista

Pascuzzo

Lo ha ucciso per 50 grammi di marijuana che sarebbero costati circa 500 euro. Il 18enne K.L. avrebbe accoltellato per questo motivo Antonio Alexander Pascuzzo, suo coetaneo di Buonabitacolo. Il Procuratore Capo della Repubblica di Lagonegro Vittorio Russo insieme al Comandante Provinciale dei Carabinieri, il Colonnello Antonino Neosi e il Capitano della Compagnia di Sala Consilina Davide Acquaviva, nonchè il Maresciallo della Stazione di Buonabitacolo Gianni Mirabello hanno incontrato la stampa per ricostruire la dinamica del delitto. Sette, le coltellate al torace e alla schiena, di cui una fatale al cuore. L’assassino ha anche infierito sul corpo esanime del diciottenne, sferrandogli un calcio al volto con le scarpe antinfortunistica che indossava in quel momento.

La presunta premeditazione

E' sicuro della premeditazione dell'omicidio, il Procuratore Russo: la sera del 6 aprile, dopo uno scambio di messaggi, i due si sarebbero dati appuntamento per una compravendita di sostanza stupefacente. Il giovane peruviano ucciso, arrivato sul posto, dopo aver mostrato la droga sarebbe stato accoltellato, senza neanche una lite. “Non era mio amico, né mio nemico. Era il mio pusher”, ha riferito l'omicida al Procuratore, come riporta Ondanews.

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L'arma

L'arma del delitto era stata prelevata da K.L. presso la macelleria di Montesano Scalo dove lavorava come apprendista. Dopo aver colpito la vittima, la avrebbe trascinata e gettata nel torrente Peglio e la bicicletta sarebbe stata gettata da una finestra in disuso della palestra comunale. Non è chiaro, dunque, il movente: il 18enne potrebbe essere stato in crisi di astinenza, o potrebbe essere stato mosso da altri motivi. Gli accertamenti continuano.

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