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La vittima

La vittima

Omicidio Pennasilico, scarcerato il giovane pastore sospettato

I giudici del tribunale del Riesame di Salerno hanno annullato, per un vizio di forma, l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di B.D.M. Ora bisognerà attendere le motivazioni

I giudici del tribunale del Riesame di Salerno hanno annullato, per un vizio di forma, l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di B.D.M, l’uomo accusato di concorso in omicidio di Domenico Pennasilico e di tentato omicidio nei confronti del figlio Generoso Raffaele. Ora il 23enne è tornato a casa ma su di lui pende ancora l’accusa di omicidio preterintenzionale. Nella discussione in camera di consiglio, l’avvocato difensore aveva puntato l’attenzione sull’assenza - nell’ordinanza cautelare - di un’autonoma valutazione oltre al fatto, sempre secondo la difesa, che apparivano insufficienti gli elementi a sostegno dell’accusa.

L'arresto

Secondo la Procura il giovane pastore, lo scorso 23 aprile, avrebbe ucciso Domenico Pennasilico, in un agguato nelle campagne di Giffoni Sei Casali, zona Cerzoni, dove la vittima si era recata con il figlio Generoso per recuperare dei bovini che pascolavano. Quasi contemporaneamente, a breve distanza, Domenico Pennasilico è stato colpito da un primo colpo di fucile, caricato a pallettoni, da altri complici, come riferito dalla vittima al figlio Generoso Raffaele, in una concitata telefonata nel corso della quale lo avvisava di mettersi in salvo. Una lite tra le due famiglie di pastori per motivi di pascolo, sarebbe alla base del delitto. Pennasilico fu colpito da un proiettile di fucile alla gamba. Il proiettile recise l’arteria femorale, provocandone il decesso. A fare l’allarme e a sporgere denuncia ai carabinieri fu il figlio.  

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