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Camorra: clan Villacaro, arrestato l'autore dell'omicidio di Petrone

A finire nei guai V.D.A che ha ricevuto, insieme a V.V, un provvedimento cautelare personale emesso dal gip presso il Tribunale di Salerno su richiesta della locale Dda

L’autore dell’omicidio del trentenne Fabio Petrone, giustiziato con un colpo alla schiena e tre alla testa nella frazione Antessano di Baronissi nella notte tra l’11 e 12 agosto del 2007 è stato fermato. Si tratta di V.D.A che ha ricevuto, insieme a V.V, un provvedimento cautelare personale emesso dal gip presso il tribunale di Salerno su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e dalla Dia di Salerno e, integrate dalle intercettazioni eseguite tra il 2013 ed il 2014, rafforzate dalle dichiarazioni rese da tre persone che - da quanto si apprende - avrebbero dimostrato che l'omicidio Petrone era strettamente connesso a quello di Donato Stellato, avvenuto solo qualche mese prima nell’ambito di una faida per la supremazia camorristica territoriale che aveva portato all’egemonia del clan D’Agostino. 

V.D.A che faceva parte del clan D'Andrea/Villacaro, contrapposto al clan D'Agostino, avrebbe potuto rivelare particolari dell'omicidio Stellato visto che, all'epoca manteneva stretti rapporti con W. C. che proprio in quel periodo, aveva iniziato a collaborare con la giustizia. La vittima aveva da poco lasciato l'abitazione di Villacaro quando venne barbaramente ucciso. 

I dettagli dell'operazione-

Il personale della D.I.A. e della Squadra Mobile di Salerno, ha eseguito il provvedimento cautelare personale, nei confronti di V.D.A. e V.V. ritenuti entrambe mandanti dell’omicidio di Fabio Petrone, con l’aggravante del metodo camorristico. In particolare, uno dei due colpiti dall’ordinanza di misura cautelare, ovvero V.D.A., è risultato essere anche l'esecutore materiale dell’omicidio. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile e dalla D.I.A. di Salerno hanno, dunque, dimostrato che l’omicidio Petrone risulta strettamente connesso a quello di Stellato. In sede di rito abbreviato, infatti, l’omicidio Stellato è già stato ricondotto al progetto per l’affermazione criminale del gruppo rivale, inquadrato nel clan D’Agostino storicamente egemone nel capoluogo salernitano, all’epoca diretto da V.D.A. e V.V. detto “Ciro” . Petrone, organico al gruppo D’Andrea/Villacaro, è stato barbaramente trucidato dai suoi  stessi sodali con 4 colpi d’arma da fuoco, di cui uno al volto, poiché aveva confidato nell’ambiente la sua diretta partecipazione all’omicidio di Donato Stellato: c'era il timore di una sua possibile collaborazione con la giustizia, anche per il fatto che manteneva stretti rapporti con W.C. il quale, proprio in quel periodo, aveva iniziato a collaborare. Le indagini svolte hanno fornito informazioni di estrema utilità per la ricostruzione dell’omicidio Petrone, fornendo un quadro chiaro nelle fasi immediatamente precedenti l’omicidio: la vittima aveva da poco lasciato l’abitazione di Villacaro prima di essere colpito. Ampiamente dimostrata, infine, la partecipazione di Petrone all’omicidio di Stellato, come confermato dal collaboratore di giustizia Ciro De Simone.

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