Cronaca

Omicidio Quaranta, spuntano altri quattro indagati: le accuse della Procura

Secondo gli inquirenti avrebbero aiutato i mandanti e gli esecutori materiali (già giudicati con precedenti sentenze) a compiere il delitto

La Procura di Salerno ha chiuso le indagini sull’omicidio di Alfonso Quaranta e il tentato omicidio di Nicola Fiore verificatisi, il 5 febbraio 2004, nel corso di una vera e propria guerra di camorra tra i clan D’Auria Petrosino e Contaldo (di cui Fiore era affiliato) per la spartizione del territorio.

L'inchiesta

Nel mirino del sostituto procuratore antimafia Guarriello  - riporta Il Mattino - sono finiti Massimo Cerrone e Gabriele Pelosi, entrambi di Campagna; il paganese Gianni Vitelli e Gennaro Esposito di Sant'Antonio Abate. Secondo gli inquirenti i quattro indagati avrebbero aiutato i mandanti e gli esecutori materiali (già giudicati con precedenti sentenze) a compiere il delitto. In particolare, Esposito e Pelosi avrebbero procurato le armi che successivamente sarebbero state nascoste da Cerrone, il quale – secondo l’accusa – avrebbe avuto anche il compito di spostare l'auto delle vittima oltre che portare Corrado sul luogo del delitto. A portare con una propria autovettura i killer (Calabrese ed Bianco), prima che arrivasse la vittima, sarebbe stato  Vitale che avrebbe esploso anch'egli - alcuni colpi contro le vittime. Il vero obiettivo dei killer sarebbe stato Fiore il quale, però, riuscì a salvarsi gettandosi dall'auto guidata dall'amico Quaranta scappando tra la folta boscaglia della località Acerra lungo la via Tuori a Campagna.

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