Cronaca

Omicidio di Ravello, nuova condanna per la Dipino: sconto di pena per Lima

I giudici della Corte d'Appello di Salerno hanno condannato a 14 anni e 2 mesi di reclusione la donna dopo che la Cassazione aveva annullato la precedente sentenza (a 9 anni e mezzo) emessa a dicembre scorso

I giudici della Corte d’Appello di Salerno hanno condannato a 14 anni e due mesi di reclusione Vincenzina Dipino e a tredici anni e sei mesi Giuseppe Lima per l’omicidio di Patrizia Attruia avvenuto tra il 26 e il 27 marzo 2015 nel comune di Ravello.

La sentenza

Un verdetto arrivato dopo che la Cassazione aveva annullato la precedente sentenza (a 9 anni e mezzo) emessa a dicembre scorso nella parte in cui era stata riconosciuta alla donna la “minima partecipazione” ai fatti. Sconto di pena, invece, per Lima, che, lo scorso anno al termine del rito abbreviato, era stato condannato a 18 anni ridotti in secondo grado a 13 anni e 6 mesi con la concessione delle attenuati generiche dopo che l’uomo ha ammesso di aver colpito la vittima ma di non volerla uccidere. In entrambi i casi e nei gradi di giudizio succedutisi è venuta meno l’aggravante della premeditazione.

La storia

La vittima, da circa tre anni, si era trasferita a Ravello, dove viveva con Lima in un fabbricato rurale. Entrambi, decisero poi di trasferirsi presso l’abitazione di Vincenza Dipino, pare dietro invito di quest’ultima. Tra le due donne sarebbe da subito scoppiata una rivalità per l'uomo di casa. Per i giudici non fu lei ad uccidere Patrizia. La Dipino si era infatti autoaccusata del delitto perchè pare - costretta dietro minaccia - dal suo amante,  compagno della vittima. In seguito, ritrattò. Patrizia venne uccisa il 25 marzo 2015. Nel rientrare a casa, scoprì i due a letto, con la successiva lite e colluttazione, che si concluse con la morte della donna. Lima, in un primo momento fu accusato di occultamento di cadavere, successivamente di concorso in omicidio. In base alla ricostruzione degli investigatori, la donna fu strangolata tra la cucina e la camera da letto. Il suo corpo fu trascinato per il corridoio e adagiato all'interno di una cassapanca, dove il 27 marzo fu ritrovato, 40 ore dopo la morte.

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