Omicidio di Ravello, sconto di pena per Vincenza Dipino: la sentenza

I giudici della Corte d'Assise d'Appello di Salerno riformulano la sentenza di primo grado per la 57enne, condannandola a nove anni di reclusione

Sconto di pena per Vincenza Dipino, la donna accusata di omicidio volontario e occultamento di cadavere per la morte di Patrizia Attruia, avvenuta nel marzo del 2015 a Ravello.

La sentenza

Ieri, presso la Corte d’Assise d’Appello di Salerno, i giudici hanno stravolto la pena di primo grado per la Dipino e, togliendole 14 anni, l’hanno condannata a soli 9 anni di reclusione. Il pg Giannelli, invece, ne aveva chiesti 16. Soddisfatti gli avvocati della donna che si sono visti riconoscere la sua minima partecipazione all’uccisione della Attruia e le attenuanti generiche. Questi ultimi, inoltre, grazie ad una serie di documenti e indagini private da loro fatte, hanno dimostrato ai giudici come la Dipino non avesse ucciso lei, da sola, la sua rivale in amore. Ma anzi, che lei avrebbe inizialmente confessato l’omicidio solo per timore della reazione del suo uomo, ossia di Giuseppe Lima, il quale, ora, vede aggravarsi la sua posizione. Lo scorso 13 febbraio il pm Giancarlo Russo ha chiesto per lui trent’anni di carcere.

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