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Omicidio Vassallo, Bruno Damiani torna in Italia: "Ora dica la verità"

Il fratello del sindaco Dario: "Più che un punto di svolta è un nuovo inizio. Siamo sempre stati fiduciosi e lo saremo sempre". Ad attenderlo anche il suo avvocato Michele Sarno

Potrebbe essere vicino a una svolta il caso dell'omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso con nove colpi di pistola il 5 settembre del 2010: giovedì 2 aprile rientrerà in Italia Bruno Humberto Damiani, detto brasiliano, per ora l'unico indagato, con l'accusa di omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso, per la morte del primo cittadino cilentano. Un arrivo molto attesa dalla famiglia del sindaco in particolare dal fratello Dario: “Più che un punto di svolta è un nuovo inizio. Siamo sicuri che Damiani sappia molte cose, ora sta alla magistratura fargliele dire. Siamo sempre stati fiduciosi e lo saremo sempre. L’unica cosa che ci rattrista è il trasferimento a Napoli del pm Rosa Volpe che da 54 mesi ha in mano l’inchiesta. Temiamo che il suo trasferimento possa provocare eccessivi rallentamenti”. 

Sul ritorno di Damiani interviene anche il suo avvocato Michele Sarno, che annuncia: ““Dopo l’arrivo a Roma il mio assistito, entro cinque giorni, dovrà affrontare l’interrogatorio di garanzia in relazione all’ordinanza per la quale è detenuto, dal momento che è imputato per una serie di estorsioni al mercato ittico. Dopo di che credo che si avvieranno le procedure per un suo avvicinamento a Salerno. Nonostante la grande attenzione che questo caso ha suscitato, e nonostante la Procura della Repubblica di Salerno abbia contributo affinché questa estradizione potesse essere perfezionata, abbiamo registrato delle lungaggini che non sono giustificabili da parte del ministero”.

Per Sarno “il nostro governo si dovrebbe interrogare su quanto tempo un cittadino italiano possa essere detenuto in un carcere straniero e attendere di ritornare nel proprio Paese”. “Il mio assistito, inoltre è stato il primo a dirsi desideroso di tornare in Italia e affrontare i processi che lo vedono imputato e indagato. Il mio assistito è molto provato. Ha trascorso davvero troppo tempo nel carcere colombiano di Bogotà. Lì le condizioni dei detenuti non sono sicuramente ottimali e in confronto le nostre case circondariali sono alberghi a cinque stelle. Ma Damiani, per le sue capacità caratteriali, si è dimostrato un ragazzo sano in questo senso e ha saputo reagire nonostante non sia stata una esperienza facile” conclude il noto penalista salernitano.

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