Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Delitto Vassallo: c'è un legame con la sparatoria di Cecchina?

A rivelare un possibile filo rosso un articolo di ieri de Il Messaggero. Il padre della vigilessa, alto graduato dei carabinieri in pensione, si sarebbe visto negare un permesso dal sindaco pescatore

Una pista romana per le indagini sul delitto di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica ucciso nel settembre del 2010. A svelarla un pezzo firmato ieri da Martina Di Berardino e Massimo Martinelli per Il Messaggero. Il collegamento nasce dopo gli arresti per il duplice omicidio di Cecchina dello scorso mese, per il quale sono state arrestate in settimana tre persone. Tra loro una donna, una vigilessa di Albano, “la sceriffa” Ausonia Pisani, detta Sonia. Proprio la sua figura, secondo quanto scrive Il Messaggero potrebbe costituire un ponte con il delitto Vassallo.

Scrive il quotidiano di via del Tritone: “Il collegamento investigativo all’esame della procura di Roma è in fase embrionale e porta il cognome famoso di Domenico Pisani, un ex uomo di vertice del Carabinieri, la stessa istituzione che ha scoperto la pista. Perché la vigilessa di Cecchina che, secondo i pm, faceva parte del commando di fuoco nella sparatoria alle porte di Roma è Sonia Pisani, sua figlia, convivente di Sante Fragalà, esponente di un clan radicato nel basso Lazio e legato alle cosche catanesi”.

Secondo quanto emerge dalle carte salernitane Domenico Pisani sarebbe stato uno dei nemici giurati di Vassallo per una storia di permessi edilizi negati a lui e ai suoi soci, due imprenditori campani che a Pollica gestiscono alcuni attività commerciali. Ancora Il Messaggero: “Alla base dei due delitti potrebbero esserci motivazioni comuni legate al traffico di stupefacenti. A Cecchina, perché l’esecuzione dei due pregiudicati sarebbe avvenuta per un dissidio tra gruppi rivali legato alla consegna di una partita di droga e ad Acciaroli perché due sere prima di essere ucciso Angelo Vassallo affrontò un pusher in un locale gestito dagli stessi fratelli con i quali il generale Pisani intendeva mettersi in affari”.

Dalle carte in mano alla Dda di Salerno c'è anche la rivelazione fatta dallo stesso Vassallo e affidata ad un parente stretto. Questi avrebbe rivelato che il sindaco pescatore aveva ricevuto pressioni enormi per il rilascio di una concessione edilizia per costruire uno stabilimento balneare sul lungomare incontaminato di Acciaroli. A chiederla, secondo quanto sarebbe stato messo nero su bianco in una rivelazione alla dda, erano due fratelli imprenditori insieme al generale in pensione Domenico Pisani, anche lui originario della zona. Era la caratura istituzionale di Pisani a spaventare Vassallo: il generale era stato uno dei fondatori del Ros e poi capo di stato maggiore dell’Arma dei Carabinieri.

Per verificare se sussista un possibile legame tra le due vicende gli inquirenti romani ed i colleghi salernitani si vedranno quindi prossimamente per fare il punto della situazione.

Fonte: Il Messaggero

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