Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Pollica

Omicidio Vassallo, affondo di Roberti: "Troppi silenzi da cittadini e forze dell'ordine"

L'ex procuratore antimafia denuncia, durante un incontro pubblico, l'omertà riscontrata fin dalle ore successive al delitto: "Non si tratta di camorra, c'è altro dietro"

Omertà. Tanta omertà e troppi silenzi da parte dei cittadini cilentani dietro l’omicidio dell’ex sindaco di Pollica Angelo Vassallo. A sostenerlo, con un pizzico di amarezza, l’ex procuratore nazionale Antimafia ed attuale assessore regionale alla sicurezza Franco Roberti,nel corso della quinta edizione del Premio Internazionale Nasiryia per la pace, svoltosi a Palinuro.

Le critiche

Roberti, che guidava la Procura Antimafia di Salerno all’epoca del delitto, non usa giri di parole: “Nelle indagini non abbiamo avuto alcuna collaborazione dal territorio”. E ancora: “Quando abbiamo preso in mano il caso ci siamo trovati di fronte ad un muro di omertà, non solo da parte dei cittadini ma anche dalle forze dell’ordine territoriali”. Anche perché – ha aggiunto – “per far luce su un delitto sono fondamentali le prime ore per arrivare ad identificare il colpevole o i colpevoli. Poi è tutta una strada in salita, la verità si allontana. Nell’omicidio Vassallo proprio nei primi giorni è stato perso troppo tempo, ci sono stati degli errori territoriali, a livello di indagini si poteva fare di più. Quando abbiamo preso noi in mano il caso era troppo tardi”. 

Infine l’ex procuratore dà una sua lettura rispetto al movente: “Per me la morte del sindaco nulla ha a che vedere con la criminalità organizzata, non è un omicidio di mafia o di camorra, potrebbe essere invece legato a qualche malaffare territoriale, probabilmente un investimento locale non condiviso da Angelo. Mi auguro che il colpevole o i colpevoli vengano presto identificati”.

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