Omicidio Vassallo, nel mirino della Procura le telefonate del brigadiere Cioffi

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha preso atto della richiesta del pm della Dda Di Mauro rispetto alla conferma della detenzione in carcere del militare dell'Arma coinvolto in un'inchiesta sul narcotraffico

Angelo Vassallo

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha preso atto della richiesta del pm della Dda Di Mauro rispetto alla conferma della detenzione in carcere per il brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi, coinvolto in un’inchiesta su presunte soffiate e favori ad un’organizzazione di trafficanti di droga del Parco Verde di Caivano, in cambio di denaro e regali. I giudici si sono riservati la decisione sull’istanza di scarcerazione presentata dai legali Saverio Campana e Bruno Cervone. Il responso arriverà entro le prossime 48 ore.

Il retroscena

Nelle scorse settimane si è ipotizzato un suo possibile coinvolgimento nell’omicidio di Angelo Vassallo. Qualcuno lo avrebbe visto proprio ad Acciaroli nei giorni precedenti all’uccisione del sindaco di Pollica. Ma i suoi legali smentiscono a gran voce di aver ricevuto notizie al riguardo. Il nome di Cioffi, accusato di appartenenza all'associazione per delinquere, spuntò otto anni fa negli atti di indagine: un testimone riferì della sua presunta presenza nella zona nei giorni dell'omicidio ma tale circostanza non risultò confermata dagli approfondimenti investigativi (Cioffi, va precisato, non è stato mai indagato nell'ambito dell'inchiesta sul delitto Vassallo).

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Intanto nei giorni scorsi si è svolto un vertice tra i pm delle Procure di Napoli e Salerno sulla posizione del brigadiere dei carabinieri sospettato di stretti legami con uno dei boss del narcotraffico. Gli inquirenti - riporta La Città - hanno parlato delle intercettazioni sulle presunte coperture che Cioffi avrebbe garantito al clan Fucito. Alla Procura salernitana potrebbero interessare alcune telefonate tra il brigadiere e uno dei quattro colleghi indagati a piede libero, in un altro filone d'inchiesta, per omissione in atti di ufficio e rivelazione di atti coperti da segreto istruttorio. Sono i presunti componenti della “squadra” di Cioffi, da anni impegnati assieme a lui in indagini ed operazioni di servizio. Al momento, non risultano nuove iscrizioni nel registro degli indagati per la vicenda Vassallo.

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