Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Omicidio Vassallo, spunta un video nell'ufficio di Cioffi

Un militare, che era in vacanza ad Acciaroli, portò a Castello di Cisterna i filmati della sera dell’assassino dell'ex sindaco di Pollica

Angelo Vassallo

Emergono nuovi particolari sul presunto coinvolgimento dell’ex brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi nell’assassinio di Angelo Vassallo. Da qualche giorno il suo inserimento nel registro degli indagati della Procura di Salerno per concorso in omicidio volontario con l’aggravante del metodo mafioso.

Il retroscena

Nella caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna, finita al centro di un’altra inchiesta giudiziaria e in cui lavorava Cioffi, finirono, poche ore dopo il delitto, i fotogrammi – rivela La Città - di un video registrato quella sera sul porto di Acciaroli. Lo portò lì un altro carabiniere, Luigi Molaro, che all’epoca era assegnato a una stazione in provincia di Viterbo ma si trovava a Pollica in vacanza insieme al tenente colonnello Fabio Cagnazzo, che a Castello di Cisterna guidava il nucleo investigativo e che da lì fu trasferito un mese dopo, con destinazione Foggia. Sia il nome di Molaro che quello di Cagnazzo finirono in un fascicolo dell’Antimafia con il sospetto che le loro condotte avessero ostacolato le indagini sull’omicidio del sindaco di Pollica, ma l’ipotesi non trovò riscontri e l’inchiesta fu archiviata.

Era 16 settembre 2010, undici giorni dopo l’assassinio di Vassallo, quando il militare viene ascoltato dagli inquirenti. Il procedimento per cui è convocato è iscritto a modello 44, quello delle notizie di reato a carico di ignoti, e lui è sentito come persona informata sui fatti, non è indagato e quindi non può rifiutarsi di rispondere. Racconta che la sera dell’omicidio, il 5 settembre, lui e Cagnazzo (“con il quale ho un rapporto molto stretto, anche affettivo”) erano stati seduti ai tavoli di un locale di fronte al porto di Acciaroli, dove era arrivato anche Vassallo e dove avevano notato l’andirivieni di Bruno Humberto Damiani, a lungo indagato come il presunto esecutore del delitto prima che, lo scorso aprile, fosse disposta l’archiviazione. Le nuove indagini della Procura di Salerno sono tutt’ora in corso.

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