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La conferenza in Procura

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Blitz antidroga a Pastena, Mercatello, Mariconda e Fratte: 29 indagati, "finanziatore" Ciro Marigliano senior

Il blitz è scattato alle prime luci dell'alba in via Colasante, nell'area dell'"ex casermone" e in diverse case popolari. Le persone coinvolte sono accusate di traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi e munizioni

Il blitz è scattato alle prime luci dell'alba ed è durato due ore: in via Colasante, nell'area dell'ex "casermone", ma anche a Mariconda, Fratte e Mercatello, oltre duecento militari dell'Arma dei Carabinieri, con il supporto del Nucleo Cinofili di Sarno e del Nucleo Elicotteri di Pontecagnano, hanno fatto irruzione per dare seguito all'ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal Gip del Tribunale di Salerno su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. La retata ha interessati 29 indagati, 7 dei quali raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere, 10 agli arresti domiciliari, 12 con obbligo di dimora. In conferenza stampa, il Procuratore della Repubblica Corrado Lembo ha fornito ulteriori dettagli. "L'indagine è partita a settembre 2014 - ha spiegato - dopo il ferimento di un pregiudicato salernitano nall'esterno di una discoteca". Da lì, dal ferimento di Armando Mastrogiovanni, sono partiti i Carabinieri e il puzzle ha preso forma.

"Le indagini - prosegue Lembo - hanno messo in luce l'esistenza di due gruppi crimininali, strettamente legati a Ciro Marigliano junior e a Luigi Natella. Tuttavia sono stati rilevati alcuni episodi di violenza che hanno ricondotto a gruppetti che operavano anche per conto proprio, armati, pericolosi. Durante le perquisizioni, sono stati rinvenuti vari tipi di stupefacente: marijuana, eroina, cocaina, mannite. Preoccupa l'età dei convolti. In molti casi si tratta di soggetti nati nel '90. Mi preme fare un appello non solo agli assuntori ma anche alle famiglie di tanti ragazzi salernitani: facciamo attenzione, vigiliamo. Stamattina, durante una perquisizione, è accaduto che una madre abbia tentato di far sparire le tracce di un altro reato rilevato". All'apice dell'organizzazione non c'erano, però, Marigliano junior e Natella. Loro erano un gradino sotto "zio Ciro", cioè Ciro Marigliano senior, esponente di spicco della criminalità organizzata. Ecco cosa dichiara il dottore Marco Colamonici della Direzione Distrettuale Antimafia: "I due gruppi sgominati operano di fatto in monopolio. Sono nutriti e ciò accresce la loro capacità criminale. I soggetti coinvolti, sebbene giovani, hanno mostrato notevole capacità criminale, perché giravano armati di coltelli e pistole. Dipendevano tutti da Ciro Marigliano senior, che ha avuto un ruolo importante nella criminalità organizzata cittadina, esponente di spicco del clan Panella-D'Agostino attivo nel centro storico della città. Abbiamo individuato Ciro Marigliano senior come soggetto finanziatore".

Guarda>>> Il video dell'operazione

Una considerazione che induce a riflettere e che spinge il pm Montemurro a una ulteriore puntualizzazione: "Di rilievo è il monopolio dell'attività di spaccio, già lambita da indagini che avevano in passato interessato l'hinterland. Mai c'era stato un coinvolgimento così forte del capoluogo come base logistica. Un retroscena ci fa capire quanto pesasse l'organizzazione criminale: aveva anche il potere di far spostare e licenziare persone dai lidi balneari nei quali lavoravano. Noi abbiamo lanciato un messaggio chiaro e forte: lotta serrata a chi chiede rispetto ma rispettabile non è".

Durante le perquisizioni a tappeto sono stati sequestrati, in un'abitazione, 50 grammi di cocaina, 20 grammi di marijuana, 5 grammi di eroina e 50 grammi di mannite. In questa circostanza, i Carabinieri hanno colto in flagranza di reato tre persone, una madre e due figli, già raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere. Nella seconda perquisizione, rinvenuti 25 grammi di hashish, 5 grammi di marijuana, 4mila euro in contanti. "Cinturati e sorvegliati dall'alto con l'ausilio di un elicottero - ha spiegato il comandante dei Carabinieri, Neosi - Durante le perquisizioni ci siamo serviti di unità cinofile per evitare che qualcuno degli indagati potesse disfarsi dello stupefacente".

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