Cronaca

"Drago nero", frodi sui carburanti per 120 milioni: spunta un deposito a Cava

Benzina o gasolio venivano acquistati in Slovenia arrivavano nelle Marche, ma anche in distributori di Campania, Capriva del Friuli (Gorizia), Fiumicino(Roma), Mirano(Venezia)e Monselice(Padova)formalmente triangolando con le società “cartiere”

L’appartamento lussuoso, le vacanze da sogno e la Ferrari non erano il frutto di guadagni del duro lavoro ma di una frode al fisco smascherata dalla Guardia di Finanza che ha arrestato cinque persone e indagato altre 19 al termine dell’operazione Drago Nero. Nero come il colore dell’oro, il petrolio o meglio, i prodotti petroliferi che gli indagati commercializzavano da pompe di benzina restie a pagare quanto dovuto all’Erario.

L'inchiesta

Attraverso tre società fittizie aperte ad hoc in Repubblica Ceca e in Bulgaria la banda criminale, retta da un 50enne di San Severino Marche, è accusata ora di aver sottratto al Fisco quasi 22 milioni di euro. Benzina o gasolio che venivano acquistati in Slovenia arrivavano nelle Marche, a San Severino, ma anche in distributori di Campania (uno situato nella città di Cava de’ Tirreni), Capriva del Friuli (Gorizia), Fiumicino (Roma), Mirano (Venezia) e Monselice (Padova)  formalmente triangolando con le società “cartiere” dell’Est che non versavano l’imposto dovuta. Un meccanismo che ha portato ad un illecito arricchimento tale che ha consentito a una coppia finita agli arresti domiciliari di prendere in affitto una casa nel centro di Roma per un canone annuo di 46.200 euro; pagare vacanze rispettivamente da 90 mila e 79.150 euro; la disponibilità di auto di lusso, quali Mercedes, Ferrari e Porche. Tra i beni sequestrati su disposizione del gip, 9 distributori stradali in tre province (Ancona, Teramo, Pesaro Urbino), 7 società e quote societarie, 21 immobili, 16 terreni, autoveicoli, motocicli, una barca, oltre alle disponibilità bancarie riconducibili agli indagati.

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