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Maxi blitz contro la 'ndrangheta: arrestato anche un avvocato di Capaccio

Il 53enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari nell'ambito dell'operazione denominata "Kossa" eseguita dalla divisione distrettuale antimafia di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri nella Sibaritide, sull'alto Jonio cosentino

C’è anche un avvocato 53enne di Capaccio Paestum tra gli arrestati nel corso della maxi operazione contro la ‘ndrangheta messa in atto dal Servizio Centrale Operativo e dalle Squadre Mobili di Cosenza e Catanzaro, supportati da pattuglie di diversi Reparti Prevenzione Crimine, ma anche dalle Squadre Mobili delle Questure di Salerno e Forlì-Cesena, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, con il Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, il Procuratore Aggiunto Vincenzo Capomolla e il Sostituto Procuratore Alessandro Riello.Il legale è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

L’inchiesta

Dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere e sette agli arresti domiciliari: è il frutto dell'operazione denominata 'Kossa' eseguita dalla divisione distrettuale antimafia di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri nella Sibaritide, sull'alto Jonio cosentino. Ad eseguirle le squadre mobili di Cosenza, Catanzaro, Salerno e Forlì-Cesena, appoggiate dal Servizio centrale operativo e da volanti del Reparto prevenzione crimine. Destinatari dei provvedimenti cautelari soggetti appartenenti o comunque vicini al clan di 'ndrangheta Forastefano di Cassano allo Jonio (Cs), tra cui professionisti “consigliori”. Nei confronti di tutti le accuse sono di associazione a delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, esercizio abusivo dell'attività finanziaria, violenza privata, trasferimento fraudolento di valori, e truffa, ipotesi di reato, delitti anche aggravati dal metodo e dall'agevolazione mafiosa. Gli inquirenti hanno ricostruito l'attività della cosca, rigeneratasi dopo gli interventi giudiziari del 2008 infiltrando il tessuto economico del territorio, in particolare il settore agroalimentare, principale risorsa della zona. L'azione del sodalizio si è concretizzata a danno degli altri imprenditori che operano nel settore agroalimentare nell'area della Sibaritide tra le quali anche un'azienda di livello europeo, con sede in provincia di Ferrara, che commercializza prodotti ortofrutticoli. Le mire imprenditoriali si sono estese inoltre al settore degli autotrasporti, monopolizzato grazie a un “cartello” di ditte riconducibili, direttamente o indirettamente, al clan e votato all'acquisizione, spesso forzosa, delle commesse di altri operatori del settore. Una penetrazione quasi totalizzante nel tessuto sociale ed economico della zona, resa possibile anche dalla pax mafiosa stipulata con gli storici rivali degli “zingari” con i quali si sono in passato contrapposti per il controllo criminale.Assieme alle ordinanze eseguite stamani è stato disposto anche il sequestro preventivo di terreni, fabbricati, quote societarie, imprese individuali e autovetture riconducibili a membri della famiglia Forastefano o ai loro prestanome, per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro. 

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