Cronaca

Opere d'arte rubate: dipinti, sculture e reliquiario tornano alla Chiesa del SS. Salvatore di Calvanico

Si tratta di quattro dipinti, frammenti di una pala d’altare, un reliquiario e la scultura di un angelo in legno policromo che saranno riconsegnate il 23 maggio alle ore 11 dai Comandanti dei Nucleiper la Tutela del Patrimonio Culturale di Napoli e Firenze

I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono sei opere d’arte trafugate nel 1976 e nel 2011 alla Chiesa del SS. Salvatore di Calvanico. Si tratta di quattro dipinti, frammenti di una pala d’altare, un reliquiario e la scultura di un angelo in legno policromo che saranno riconsegnate il 23 maggio alle ore 11 dai Comandanti dei Nucleiper la Tutela del Patrimonio Culturale di Napoli  e  Firenze, Maggiore  Giampaolo  Brasili  e  Capitano  Claudio  Mauti,  al  Parroco, Don Vincenzo Pierri, alla presenza del responsabile Beni Culturali della Curia Don Antonio Pisani e del Sindaco, Francesco Gismondi. La pala d’altare “Madonna  del  Rosario” venne rubata il 14 maggio 1976 dalla Chiesa del SS. Salvatore di Calvanico, mentre il reliquiario e l’angelo policromo erano posti nel tabernacolo della Chiesa della Madonna delle Grazie di Calvanico da cui furono portati via nel 2011. Tali restituzioni sono il frutto di due distinte indagini condotte parallelamente dal Nucleo TPC di Napoli e dal Nucleo TPC di Firenze.

L'organizzazione criminale

La  complessa  indagine  condotta  dal  Nucleo  TPC  di  Napoli,  coordinata dalla  Procura  della Repubblica partenopea, che ha portato al recupero del reliquiario e dell’angelo, ha permesso di individuare ventinove componenti di un’organizzazione criminale con base logistica in Campania che ricettava beni preziosi rubatida luoghi di culto e istituti religiosi collocati sull’intero territorio  nazionale.  Le  indagini  hanno  permesso  di  accertare  che  la  banda  era  attiva  già  da numerosi anni nel settore dell’antiquariato e dei beni ecclesiastici grazie alle specifiche conoscenze dei ricettatori che, appassionati d’arte o, in alcuni casi, ex titolari di negozi, erano il tramite per la commercializzazione  degli  oggetti  proventi  di  furto.  

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I risultati delle indagini

L’iter  era  consolidato:  alcuni  avevano  il compito di effettuare sopralluoghi per individuare luoghi di culto vulnerabili e non vigilati, altri si occupavano del  reperimento  dei  beni  per  individuare  i  canali  illeciti  di  vendita,  ad  altri  ancora spettava  infine  la  collocazione  dei  pezzi  rubati,  dai mercati  rionali  per  gli  oggetti  di  minore rilevanza a trattative private nel caso di opere di notevole valore commerciale. Di  fondamentale importanza,  per l’individuazione  dei  beni,  è  risultata  la  comparazione  delle immagini  degli  oggetti  sequestrati  con  quelle  contenute  nella “Banca   dati   dei   beni   culturali illecitamente sottratti”, gestita dal Comando TPC.Gli  oggetti  recuperati, derivanti  da 55 furti compiuti sull’intero territorio nazionale (da Bolzano a Catania), provengono in prevalenza da chiese e abitazioni private. Tra i più rilevanti da ricordare,l’intero tesoro di San Donato, asportato dalla Chiesa di Santa Maria degli Angeli di Acerno (SA), e due  busti  in  legno  raffiguranti  San  Paolo  e  San  Pietro,  rubati dalla  Chiesa  di  San  Carlo  a  Cave (RM). L’attività del Nucleo TPC di Firenze nasce dall’iniziativa di un militare del Reparto specializzato dell’Arma, che aveva notato in un ristorante fiorentino uno dei quattro dipinti recuperati, intuendo che potesse trattarsi di un frammento di un’opera molto più grande. Tra oltre un milione e trecentomila beni da ricercare presenti nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, i Carabinieri sono riusciti a risalire alla maestosa pala d’altare da cui proveniva l’opera parziale, riuscendo   così   a   individuare   anche   altri   tre   frammenti.  

Il   titolare   del   ristorante,   artista   e appassionato d’arte, risultato in buona fede, aveva acquistato le opere negli anni settanta presso la fiera antiquaria di  Arezzo:  colpito  da  un  male  incurabile,  desidera  assistere  alla  restituzione delle tele alla chiesa di Calvanico da cui erano state rubate, felice di averle conservate e preservate per  così  tanto  tempo.  La  Procura  della  Repubblica  presso  il  Tribunale  di Firenze,  riconoscendo  al ristoratore l’estraneità ai fatti, ha concesso l’autorizzazione alla restituzione. La restituzione di oggi, che rientra nell’ambito della collaborazione tra i Carabinieri e i titolari degli Uffici Diocesani preposti al patrimonio culturale ecclesiastico, segue di poco l’Operazione “Res Ecclesiae”,  compiuta  dal  Nucleo  TPC  di Cagliari,  che  aveva  smantellato  un  gruppo  di  finti restauratori  dediti  a  raggiri  ed  estorsioni  ai  danni  dei  parroci  e  dei  responsabili  di  altri  luoghi  di culto.
 

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