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Presidio ospedaliero di Nocera, l'appello dei sindacati: “La struttura merita maggiore dignità”

Le segreteria provinciali annunciano la loro partecipazione ad ogni azione che si renderà necessaria mettere in campo a tutela e difesa dei cittadini del territorio

Le segreterie generali di della Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl intervengono sull’attività del presidio ospedaliero di Nocera Inferiore. “La particolare conformazione del Dea (Dipartimento d'emergenza e accettazione) di Nocera-Pagani-Scafati merita maggiore dignità che non può essere garantita se lo si declassa da Dea di secondo a primo livello. Maggiore dignità meritano – dichiarano – dichiarano Pasquale Addesso, Pietro Antonacchio e Lorenzo Conte - tutti i cittadini dell’Agro che hanno in questa struttura sanitaria pubblica un chiaro punto di riferimento sia per la professionalità degli operatori che per la particolare presenza di varie specialistiche che non possono essere declassate da scelte fatte in sedi governative che contrastano con la coerenza delle necessità di tutta la comunità di riferimento. E pertanto - annunciano - parteciperemo compatti ad ogni azione che si renderà necessaria mettere in campo a tutela e difesa dei cittadini di quel territorio”.

La polemica

Gli esponenti sindacali rivendicano il ruolo dell’ospedale nocerino: “Si sta parlando di uno dei più grandi presidi ospedalieri della Campania, secondo dopo il presidio del Ruggi in provincia di Salerno con un bacino di utenza che interessa tutti i centri a nord della nostra provincia nonché di una vasta zona della fascia vesuviana. Il quarto per accessi al pronto soccorso in tutta la regione con oltre 72 mila prestazioni annue con presenza di specialistiche importanti come Tin (Terapia intensiva neonatale) e Neurochirurgia e quant’altro serve per avere un presidio importante per la salute dei cittadini di quel territorio. Siamo fiduciosi che ogni azione da mettere in campo sarà determinante e che saranno riconosciute tutte le ragioni per garantire che l’ospedale abbia il giusto riconoscimento e rimanga un Dea di secondo livello in quanto operante su zona vasta, affollata poiché ad alta densità demografica, caratterizzata da forti strati di popolazione ai limiti della soglia di povertà, al fine di mantenere inalterati i livelli essenziali di assistenza”.

Una situazione che per i sindacalisti va risolta subito: “La stessa situazione emergenziale determinatasi nei punti nascita, che ha determinato l’intervento dei Nas mostra senza ombra di smentita che i  tagli lineari stanno lasciando la Campania agli ultimi posti in Italia  proprio per il mancato raggiungimento dei livelli minimi assistenziali e la cosa è oramai intollerabile. Sappiamo che la direzione strategica dell’Asl Salerno si è adoperata a fornire tutti i dati e tutti gli elementi utili al fine di dare una fotografia seria e corretta ai funzionari che dovranno decidere sulla questione per far rimanere il presidio annoverato tra i Dea di secondo livello. Speriamo che le decisioni che si andranno a prendere mettano al centro i concreti bisogni dei cittadini e che non prevalgano altre scelte mosse da faide politiche nei confronti della nostra regione, invalidando nel concreto tutti i sacrifici fatti dalla popolazione per uscire dagli obblighi derivanti dai piani di rientro. Infatti, la questione che siamo stati costretti ad attenzionare al commissario straordinario e a tutta la direzione strategica dell’ente per quanto attiene la problematica della Tin, Nido Fisiologico e il reparto di Ostetricia e Ginecologia, mostra come nonostante gli sforzi coraggiosi da parte del manager Iervolino, i tempi sono ancora lunghi, ma certamente porteranno a conclusioni positive, per cui unitariamente profonderemmo tutti i nostri sforzi e tutte le nostre energie” concludono Addesso, Antonacchio e Conte.

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