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Paestum: lo strano caso della casetta costruita nell'Anfiteatro

A puntare i riflettori sulla vicenda è stato Gian Antonio Stella che, in vista dell'arrivo dei 38 milioni di euro destinati al rilancio dell'Area Archeologica, ha ripercorso la vicenda della costruzione di una casetta all'interno dell'anfiteatro

I media nazionali tornano a parlare dell'Area Archeologica di Paestum e questa volta non grazie alla bellezza ed alla spettarolarità dei suoi templi ma a causa di una vicenda di una piccola catapecchia, edificata sopra l'Anfiteatro e, quindi, in area vincolata, che non può essere né restaurata né abbattuta a causa della burocrazia.

A porre l'attenzione sulla vicenda è stato Gian Antonio Stella dalle pagine del Corriere che ripercorre la vicenda che ha portato la costruzione di quella piccola casa, ora in vendita a 500mila euro, e delle numerose bancarelle di souvenir e di ristoro presenti nell'area archeologica. L'origine della costruzione risale al 1829 quando fu affidata all'ingegnere Raffaele Petrilli la realizzazione della Tirrenia Inferiore che avrebbe collegato Salerno alle Calabrie. Si dice che per non dare noie ad un signorotto locale invadendo la sua proprietà Petrilli pensò bene di tagliare in due le rovine segando a metà il Foro e distruggendo la Porta Aurea. A causa di quella sciagurata scelta ingegneristica Petrilli finì sotto inchiesta, ma oramai il danno era fatto. La zona ovest dell'Area Archeologica è stata salvata mentre la zona est è stata sommersa da botteghe, bar e catapecchie varie.

Stella, in previsione dei 38 milioni di euro previsti per il rilancio dell'area, per i quali dà il merito al ministro Franceschini, ha elencato diversi sprechi di denaro pubblico effettuati nel corso degli anni a Paestum. Secondo Stella: "Uno Stato serio requisirebbe l’arteria, che oggi appartiene al Comune e non accoglie più il traffico della Statale 18. E rileverebbe a prezzo sensato il rudere che dicevamo più altri pezzi di terra, costruiti o no, per ricomporre quanto più è possibile dell’unitarietà dell’antica Paestum".

Il giornalista, però, per far comprendere lo stato della situazione presente a Paestum ha descritto la situazione che il direttore Gabriel Zuchtriegel ha trovato appena giunto alla guida dell'Area Archeologica. Tra lampade bruciate e cartellonistica inesistente la situazione era davvero tragica. Ora, grazie ai fondi in arrivo, molto può essere recuperato e restaurato. Il vero problema, ora, è la burocrazia. Di questi 38 milioni di euro, infatti, neanche un centesimo può essere usato per acquistare la catapecchia o per rimuovere la strada perchè i capitoli di spesa del finanziamento non lo prevedono e, quindi, che fare? Stella, infine, si augura che qualcosa cambi in tempo per non perdere questa occasione di riportare, almeno in parte, all'antico splendore l'Anfiteatro di Paestum.

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