Rissa a Pagani e accoltellamento per vendetta: sconto di pena per due fratelli

I due imputati hanno ottenuto il dimezzamento della pena, dopo essere stati giudicati con rito abbreviato davanti al Gup in primo grado

Sono stati condannati a due anni ciascuno nel corso del secondo grado di giudizio celebrato davanti alla Corte d’Appello del tribunale di Salerno, per l’accusa di lesioni gravi senza l’aggravante della premeditazione i due fratelli V.C. e G.P. , responsabili dell’accoltellamento,eseguito per vendicare un violento pestaggio consumato la notte di lunedì tredici novembre 2018, a danno di un loro coetaneo, nella zona di Piazza Sant’Alfonso a Pagani.

L'indagine

I due imputati hanno ottenuto il dimezzamento della pena, dopo essere stati giudicati con rito abbreviato davanti al Gup. Secondo le indagini, I due agirono utilizzando un taglierino, cercando il loro uomo per le strade di Pagani, col movente ricollegato ad un precedente pestaggio eseguito nella zona del cinema in via Marconi, dove un si era verificata una violenta aggressione. Dopo il ferimento a colpi di lama, i due fratelli si presentarono in caserma, quando era trascorsa la notte, consegnando l'arma usata per il tentato delitto. La vittima era stata colpita alla gamba, con interessamento dell’arteria femorale e condizioni definite gravi, poi rientrate nel corso del tempestivo intervento chirurgico eseguito all’ospedale Cardarelli di Napoli. La maxirissa all’origine del fatto era scaturita da un piccolo debito della vittima, divenuto ragione dello scontro. Il ragazzo secondo le ricostruzioni non aveva pagato il tatuatore per un tatuaggio eseguito, ed il pagamento era stato sollecitato da uno dei due fratelli. Quelle parole furono interpretate come una scortesia dalla vittima e fu proprio lui, incrociato per caso uno dei due imputati, a provocarlo pesantemente, perché il rimprovero subito dal padre non era stato digerito. A quel punto la situazione degenerò, con il gruppo ad eseguire l’aggressione iniziale di L.P. contro uno dei due fratelli. Quest’ultimo, vistosi in difficoltà, con segni ed ematomi riportati dalla contesa impari, aveva poi rivendicato una punizione, scatenando la caccia con il fratello. 

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