Un tatuaggio non pagato dietro l'accoltellamento consumato a Pagani

Una prima aggressione e poi una caccia all'uomo, con tanto di accoltellamento. L'indagine dei carabinieri della tenenza di Pagani parte da questi presupposti

C'è un tatuaggio non pagato dietro l'accoltellamento avvenuto a Pagani, due notti fa. Una prima aggressione e poi una caccia all'uomo, con tanto di accoltellamento. L'indagine dei carabinieri della tenenza di Pagani parte da questi presupposti. Due fratelli, E.C. e G.C. avevano individuato la vittima, L.P. , a Piazza Sant'Alfonso, dopo aver girato in auto. Erano circa le 23.

La prima aggressione

I due lo avrebbero aggredito e poi colpito con un fendente alla gamba, inflitto con un taglierino, vicino all'arteria femorale. Il ragazzo era stato poi trasportato all'ospedale Cardarelli di Napoli in gravi condizioni. Era stato stabilizzato nel corso della notte. I suoi aggressori, di cui uno armato sono stati poi identificati e denunciati, per il momento, a piede libero. L'accusa è di lesioni aggravate in concorso. Prima di quell'accoltellamento. E.C. era stato vittima di un'aggressione consumata da più persone, apparentemente per "futili motivi". Un episodio avvenuto giorni prima dell'accoltellamento. In quella banda vi sarebbe stato anche una delle due persone denunciate a piede libero. Sullo sfondo un tatuaggio non pagato. Il tatuatore aveva sollecitato il pagamento ad uno dei due aggressori, che avrebbe poi parlato con il padre del ragazzo che non aveva onorato la prestazione, durante un incontro. Il ragazzo, nei giorni successivi, aveva chiesto conto di quella conversazione proprio a chi aveva parlato con il genitore, poco prima.

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L'accoltellamento

Da lì la reazione stizzita del gruppo, con un pestaggio collettivo consumato in pochi minuti, che aveva costretto E.C. alla resa ma non alla conclusione della vicenda. Subito dopo, lo stesso malcapitato avrebbe chiesto intervento al fratello più grande di uno dei giovani picchiatori, incassando un diniego. A quel punto, insieme al fratello G. C., si sarebbe messo in auto sulle tracce del piccolo capo della squadriglia, e cioè L. P., lo stesso finito sotto tiro a piazza Sant’Alfonso, finito poi accoltellato. Tutti elementi da riscontrare, al vaglio dei carabinieri, che proseguono la loro attività d'indagine. 

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