Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Guerra tra clan nel napoletano con base a Pagani, in 18 vanno a processo

Tra i coinvolti ci sono indagati impegnati a gestire un traffico di stupefacenti organizzato con consegne di cocaina e marijuana, approvvigionata rispettivamente da esponenti di clan del napoletano, con le cessioni fino alla Piana del Sele e nel Cilento.

 Affronteranno il processo con rito immediato, il prossimo mese di novembre, 18 persone coinvolte nell’inchiesta della Procura Antimafia di Napoli e Salerno, concentrata sullo scontro tra due organizzazioni di camorra in guerra nel territorio di Poggiomarino, con riferimenti importanti a Pagani e rapporti con cosche calabresi della ‘ndrangheta, impegnate nella gestione di droga sull’asse tra Napoli, le zone vesuviane e la Piana del Sele.

Le accuse

Uno dei due clan coinvolti fa capo a R.G. , killer per la Nuova famiglia, contro l’altro guidato da A.G. Nell’intervallo temporale compreso dal 2016 al febbraio 2020, la Dda ha ricostruito estorsioni, intimidazioni e minacce incrociate, con i ruoli riconosciuti del capo, R.G. , con la compagna T.C. , anche lei coinvolta nel ruolo di intermediaria, madre di A.F. , paganese e ritenuto il luogotenente del capo promotore sul territorio. Il nucleo aveva a Pagani la sua cellula familiare, aprendo lo scontro con il gruppo opposto: l’indagine ricostruisce la stesa organizzata da A.M. ai danni di una caffetteria a Poggiomarino l'11 marzo 2017, con una paranza a sparare per rivendicare il proprio controllo del territorio, in segno di sfida. Con R.G. detenuto, per la Dda il ruolo di capo spettava ad A.F. e suo nipote C.S. Il primo aveva il ruolo di comando per sovrintendere alle estorsioni e al commercio di stupefacente. Tra gli altri coinvolti ci sono indagati impegnati a gestire un traffico di stupefacenti organizzato con consegne di cocaina e marijuana, approvvigionata rispettivamente da esponenti di clan del napoletano, con le cessioni fino alla Piana del Sele e nel Cilento.

Le indagini

Tra le accuse contestate compaiono le intestazioni fittizie dei locali per il paganese Manzella, in grado di dirigere il gruppo criminale al suo comando per conto di R.G. , durante la detenzione del boss nel carcere milanese di Opera. Il blitz scattato nello scorso aprile, con il lavoro dei carabinieri coordinato dalla Dda di Napoli, ha portato all’esecuzione di complessive 26 misure cautelari e sequestri di beni per 50 milioni di euro, ricostruendo la fase di scontro nata dalla scarcerazione di R.G. nel 2016, a fronteggiare il gruppo del suo omonimo, nel frattempo recluso, legato a clan di camorra attivo nel Nolano. R.G. , per le accuse, avrebbe stretto rapporti con gruppi criminali del vesuviano e dell'Agro nocerino, stabilendo a Pagani la sua base, e aprendo lo scontro con i rivali.
Ora il gip ha accolto la richiesta di processo firmando il decreto di giudizio immediato per diciotto persone.

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