Pagani, tatuaggio non pagato, una rissa e l'accoltellamento: i due fratelli si difendono

I carabinieri di Pagani hanno acquisito intanto messaggi dai social, in cui i due fratelli - scattandosi un "selfie" - si erano definiti "ricercati", dopo quanto commesso

Si sono difesi nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip i fratelli G.C. e V.C. , in carcere con l'accusa di lesioni gravi in concorso, per aver accoltellato un ragazzo colpevole di non aver pagato un tatuaggio. I due hanno fornito la propria versione dei fatti, originata ad una precedente situazione in cui uno dei due era stato accerchiato e pestato, al punto da far maturare la vendetta.

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L'indagine

L’inchiesta contesta ai due, in concorso, cinque coltellate inferte alle gambe della vittima, seguita dalla fuga e dalla successiva minaccia di ulteriori atti violenti. I carabinieri di Pagani hanno acquisito anche messaggi dai social, in cui i due fratelli - scattandosi un "selfie" - si erano definiti "ricercati", dopo quanto commesso. Il fatto risaliva all'inizio di novembre: i due fratelli sono stati arrestati tre giorni fa, dietro ordinanza del gip. Come contestato dal gip, i due non volevano uccidere la vittima, ma punirlo. Così come era avvenuto a uno dei due, giorni prima, finito vittima di un'aggressione consumata da più persone. La vittima era stata trasportata in codice rosso all’ospedale Cardarelli di Napoli, con trenta giorni di prognosi. Dietro l’agguato, c'era un pestaggio consumato la notte di lunedì tredici novembre, stesso giorno dell’accoltellamento, a danno di uno dei due fratelli. Secondo i carabinieri, i due avrebbero utilizzato un taglierino, cercando il ragazzo per le strade di Pagani. Sempre secondo indagini, gli stessi ragazzi protagonisti del primo pestaggio sarebbero stati presenti e fermi durante la “punizione”.I due fratelli si erano poi recati in caserma, dai carabinieri, il giorno dopo. La vittima fu colpita cinque volte alle gambe. 

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