Pagani, "rapporti tra clan e politica": il Riesame fissato dopo 4 anni

È fissata al prossimo ventinove ottobre 2018 l’udienza del Tribunale del Riesame per sette persone coinvolte nel processo Criniera, istruito dall’Antimafia di Salerno e ad oggi in corso dinanzi ai giudici del tribunale di Nocera Inferiore

È fissata al prossimo 29 ottobre l’udienza del Tribunale del Riesame per sette persone coinvolte nel processo Criniera, istruito dall’Antimafia di Salerno e ad oggi in corso dinanzi ai giudici del tribunale di Nocera Inferiore. La data segue l’annullamento da parte della Cassazione, con rinvio per nuova pronuncia, per una misura cautelare del dicembre 2014, dopo quattro anni. 

La storia

L’appello era stato presentato dalla Dda di Salerno, dopo il rigetto del gip. Il processo Criniera, che vede imputati per accuse di collusioni politico-mafiose, tra gli altri, anche i politici Massimo D’Onofrio e il consigliere regionale Alberico Gambino, muove le sue accuse principali nei riguardi dei fratelli Antonio e Michele Petrosino D’Auria, reclusi al regime carcerario del 41 bis. I quattro anni tanto distanti dalla disposizione cautelare rigettata incrociano il primo grado del processo in corso, con una distanza ancora più grande dai fatti contestati, risalenti al 2008, in alcuni casi, fino al 2011, con singoli episodi di estorsione aggravata, associazione a delinquere di stampo camorristico, collusioni presunte tra gruppi criminali e politici  Le informative, già relazionate ai giudici dai carabinieri della Dia, riguardano in gran parte le attività del presunto clan Fezza-Petrosino D’auria, insieme ai loro presunti rapporti con la classe politica.

Le accuse

L'impianto accusatorio della Dda si concentra in parte anche su delle assunzioni effettuate attraverso la Tempor, società di lavoro interinale, interessi sugli appalti per i parcheggi pubblici e sulle partecipate, con i soggetti del clan “sistemati” al Consorzio tramite interessamento dei fratelli Petrosino D’Auria. Per la Procura quel nodo rappresenta l’effettivo scambio per gli uomini della cosca della Lamia, il quartiere del centro storico a Pagani considerata "la roccaforte del clan". A seguire episodi di estorsione in nome dello stesso clan, con interessi anche nel settore dell'ortofrutta e sulle società impegnate.

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