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Sparatoria ad un culturista: dietro il gesto un giro di sostanze dopanti

La circostanza è emersa durante l'interrogatorio di garanzia di Vincenzo Cascetta, arrestato per aver sparato all'ex amico Pietro Campitelli. Il 38enne è stato liberato e sottoposto agli arresti domiciliari. Per il gip "non voleva uccidere"

Vi sarebbe un traffico di sostanze anabolizzanti ad aver alimentato e incattivito il contesto nel quale è generata poi la sparatoria di domenica scorsa. Lo ha riferito Vincenzo Cascetta ieri mattina al gip Alfonso Scermino, durante l'interrogatorio di garanzia. Il 38enne è stato liberato dal carcere e sottoposto agli arresti domiciliari. Per il giudice non aveva intenzione di uccidere Pietro Campitelli, il 45enne rimasto ferito da due colpi di pistola all'altezza dell'inguine, dopo una violenta colluttazione. La svolta è giunta proprio dai video di sorveglianza, che hanno ripreso Cascetta recarsi - armato - presso il bar Fidemia di Pagani, in via Marconi. Aveva un appuntamento con il suo ex trainer, che era in compagnia di Campitelli. Da mesi i due si sarebbero attaccati a vicenda, a giudicare da insulti su Facebook e pagine create per l'occasione. L'appuntamento concordato era per le 16.00: Cascetta e il suo ex allenatore avrebbero discusso per una decina di minuti, poi si sarebbero spostati all'interno del bar. Qui sarebbe volata qualche parola di troppo, con Cascetta uscito dall'esercizio commerciale dopo pochi secondi. Stando alle dichiarazioni rese al magistrato, Campitelli lo avrebbe poi aggredito con violenza. Il 38enne, a quel punto, per sfuggire alla sua morsa avrebbe estratto la sua cailbro 38, sparandolo per due volte. Dal movimento della pistola - tenuta sempre puntata verso il basso - e dalla fuga dell'uomo, nonostante il ferimento di Campitelli, il giudice ha valutato la non volontà di uccidere. Ma per l'azione in se, aggravata dai futili motivi, l'uomo va tenuto ristretto agli arresti domiciliari

Circostanza che potrebbe invece essere di spunto investigativo è quanto riferito da Cascetta allo stesso magistrato. Il litigio tra lui e il trainer sarebbe dovuto all'uso di anabolizzanti, di cui lo stesso 38enne avrebbe usufruito durante il suo percorso di allenamento. La scelta di allontanarsi da lui avrebbe innescato - stando a quanto raccontato durante l'interrogatorio - minacce e persecuzioni la cui vittima sarebbe stata proprio l'indagato. Il 38enne ha infatti spiegato che quella persona era preoccupato che lui potesse riferire a qualcuno di quel giro di sostanze dopanti, tanto da perseguitarlo per più volte. A tutto questo, si sarebbero poi aggiunti i social, con una pagina creata apposta per dedicare insulti ed offese allo stesso coach. Poi l'incontro di domenica, finito male per Pietro Campitelli, persona che a detta dello stesso Cascetta mai aveva avuto screzi con lui.   

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