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Giovane a capo di una piazza di spaccio dell'Agro, finisce a processo

Sarà processato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti un 26enne di Nocera Inferiore, finito all’interno di un sistema di smercio, quale pusher. Il processo partirà il prossimo 24 settembre

Sarà processato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti un 26enne di Nocera Inferiore, finito all’interno di un sistema di smercio quale pusher, accusato con la formula del concorso. Il processo partirà il prossimo 24 settembre. Secondo le accuse, il giovane avrebbe gestito una piazza ben organizzata, facente capo a lui e ad un complice, stralciato dal procedimento. Le intercettazioni dell'operazione, che risale ad inizio 2017, permisero agli inquirenti di monitorare l'attività di spaccio, dove la droga diventava "ferrari" e "panettoni", parole in gergo per indicare gli stupefacenti che correvano con le ordinazioni per l’agro nocerino. E ancora, "Fiale", "bacio perugina","panettone","spumante", Lamborghini" e "completini verdi", messaggi in codice utilizzato da 14 indagati allora finiti nei guai, con il blitz condotto dai carabinieri della sezione operativa del reparto territoriale di Nocera Inferiore.

L'indagine

Il linguaggio criptato serviva ad eludere i controlli dei militari: lo stupefacente spacciato era cocaina, crack e marijuana. Gli scambi di soldi e droga avvenivano dietro appuntamento o per strada, presso bar o in luoghi apparentemente tranquilli, tra Angri, Sant'Egidio del Monte Albino,Corbara e Pagan. Chi non pagava rischiava pesanti minacce, oltre che intimidazioni. Dagli ascolti di intercettazioni gli investigatori scoprirono che l’epicentro era Pagani, dove girava la droga, al centroma anche nelle palazzine del "Bronx", territorio di riferimento per l'acquisto di stupefacenti. In alcuni casi, chi comprava la droga esternava tutta la sua preoccupazione al telefono, con i pusher spesso fermati per i controlli. Ancora, altri assuntori telefonavano ai pusher che a loro volta venivano fermati, costretti a disdire gli ordini. Il ragazzo risponde di alcuni episodi di cessione, consumati in concorso con il complice che lo coadiuvava, riguardanti tre diverse tipologie di sostanze stupefacenti, in particolare hashish, marijuana e cocaina, con prezzi che variavano a partire dalla somma di dieci euro per dose. 

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