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Pagani, imbianchino gambizzato a "Casa Marrazzo": no all'abbreviato per i 4 indagati

Il raid risale a giugno scorso, in località Casa Marrazzo, a Pagani. Il processo per loro, ora, è fissato come inizio per il prossimo 4 febbraio

E' stata rigettata dal gip la richiesta di rito abbreviato condizionato, avanzata dalla difesa delle quattro persone coinvolte nel raid armato contro un imbianchino di 34 anni, di Pagani, ferito con un colpo di pistola ad una gamba. Gli indagati sono due fratelli di Corbara e altre due persone di Pagani, accusate in concorso di tentato omicidio. Il raid risale a giugno scorso, in località Casa Marrazzo, a Pagani. Il processo per loro, ora, è fissato come inizio per il prossimo 4 febbraio

L'indagine

La sparatoria ebbe origine da una vendetta scattata dopo una scortesia nei confronti di una ragazza, seguita da una prima lite pomeridiana presso una concessionaria di Corbara. I legali del collegio difensivo avevano puntato alla differenziazione delle posizioni dei soggetti coinvolti nella vicenda, ridimensionando la contestuale portata delle accuse e la grave contestazione di tentato omicidio. Il gip, in particolare, aveva attribuito il fallimento dell’intento di morte all’imperizia dei quattro e alla fuga della vittima, scampata per caso a quella che era individuata come una esecuzione. La moglie della vittima, sentita dai carabinieri, riferì che «quattro uomini avevano fatto irruzione nel cortile interno condominiale, aggredendo fisicamente e poi ferendo con colpo d’arma da fuoco, d’una pistola di piccole dimensioni, il marito, che era andato velocemente in ospedale, in quanto ferito ad una gamba». Decisive, nell’ambito dell’inchiesta, furono le immagini delle videocamere di sorveglianza presenti nel quartiere. La procura contesta l’accusa di tentato omicidio premeditato, «perché gli autori si sono recati presso l’abitazione della vittima armati di pistola con la chiara e ponderata intenzione di utilizzare l’arma, con azione di fuoco culmine di condotta delittuosa prevista e voluta da tutti gli indagati».

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