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Pagani, insegnante indagato per violenza sessuale: un rebus tra dubbi e sospetti

L'uomo sarà sentito questa mattina davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia. Comparando i messaggi acquisiti dalla procura e le testimonianze delle due presunte vittime, emergono elementi contrastanti rispetto all'ipotesi accusatoria

Sospetti, ma anche assenza di riscontri in alcune dei passaggi che compongono le testimonianze verbalizzate dai carabinieri. L'indagine che ha portato agli arresti domiciliari un insegnante di musica popolare di Pagani, con l'accusa di violenza sessuale, è un rebus. Da una parte, c'è l'ordinanza firmata dal gip che ha accolto la tesi della procura, che riteneva l'uomo come "pericoloso". Dall'altra, invece, c'è un'indagine - appena agli inizi - che pare confermare sospetti ma anche l'assenza di elementi che dovrebbero consolidare un'accusa così grave. Oggi l'uomo comparirà davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia, con il quale potrebbe spiegare e fornire elementi utili per meglio chiarire la sua posizione. Al momento, la magistratura inquadra due ragazze minorenni di 11 e 12 anni quali vittime, dopo la denuncia raccolta dalle loro madri. Eppure, alcuni degli elementi che emergerebbero dai messaggi scambiati tra l'insegnante e le sue due allieve non avrebbero poi trovato riscontri durante l'audizione in modalità protetta. Non del tutto, almeno. Nel mirino c'è quel clima di forte confidenza che l'uomo avrebbe stretto con le due allieve, arrivandole a chiamare anche "Amore" e "Tesoro" più di una volta. 

Impegnato in qualità di facchino al mercato ortofrutticolo Nocera-Pagani, il 62enne insegna musica a ragazzini, ma anche ad adulti. Il sospetto della procura (con un fascicolo passato dal sostituto Federico Nesso a Giuseppe Cacciapuoti) viene generato dopo il racconto di due madri e l'acquisizione di decine di messaggi scambiati tra il 62enne e le allieve sul social di messaggistica What's App. Messaggi affettuosi, che lasciavano immaginare una certa sintonia tra il primo e le due studentesse. Le accuse sono due: violenza sessuale e tentata. Quegli abusi - presunti al momento - sarebbero avvenuti nella villa comunale di Pagani. Se da una parte il rapporto sarebbe apparso quasi privilegiato, con le due che spesso sostituivano l'insegnante durante alcune lezioni, dall'altra ci sono messaggi, ricordi e frasi ambigue ("Oggi non hai il reggiseno") che fanno trasparire invece ben altro rapporto. Le indagini proseguono per consolidare e rafforzare l'ipotesi accusatoria, che al momento trasparirebbe solo dai contenuti dei messaggi scambiati tra l'insegnante e le due minorenni. 

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